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Achille Sergardi

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Achille Sergardi

Capitano del Popolo di Siena
Durata mandato1656 
1656
PredecessoreCarlo Rocchi
SuccessoreAugusto Venturi

Priore di Concistoro
Durata mandato1625 
1625

Dati generali
ProfessioneMilitare e funzionario
Achille Sergardi
NascitaSiena, 10 agosto 1604
Morte1671
Luogo di sepolturaBasilica di San Francesco (Siena)
ReligioneCristiana Cattolica Romana
Dati militari
Paese servitoImageGranducato di Toscana
Forza armataImageMarina del Granducato di Toscana
ImageTruppe del Granducato di Toscana
GradoAmmiraglio-Generale del Mare
GuerreGuerra di Candia
Comandante diFlotta dell'Ordine di Santo Stefano
Governatore della Fortezza da Basso di Firenze
DecorazioniImageBalì Gran Croce dell'Ordine dei cavalieri di Santo Stefano
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Achille Sergardi (Siena, 10 agosto 16041671) è stato un ammiraglio italiano, comandante la flotta del Granduca di Toscana.[1]

Image
Stemma Sergardi

Di famiglia patrizia senese, è figlio di Giulio Sergardi, che fu Priore di Concistoro, nel 1593[2] e di Augusta Allegretti. Suo fratello Alessandro, fu Vescovo di Montalcino, un altro fratello, Pietro, fu Priore di Concistoro nel 1624 e 1628[2].

Il 7 Aprile 1621 entra nell'Ordine dei cavalieri di Santo Stefano[3], militando agli ordini degli Ammiragli Jacopo Inghirami, Giulio Barbolani da Montauto e Lodovico da Verrazzano.

Nel 1647, Ferdinando II de' Medici, quinto Granduca di Toscana, lo nomina XVI Ammiraglio comandante la flotta stefaniana e successivamente nel 1652, Generale del Mare.

Serve in prevalenza, unitamente alla squadra pontificia, dell’Ordine di Malta e della Repubblica di Venezia, nella guerra di Candia contro i Turchi.

Si scontra con due noti corsari, il Bruciacristiani e Mustafà di Tunisi. Fa prigioniero il primo presso Porto Vecchio ed il secondo, catturato all’arrembaggio, nei pressi di Palmarola, sulla sua galeotta, viene impiccato sul pennone della stessa. Pone in salvo due galee genovesi, intercettate dalla Squadra di Algeri (cinque galee) nei pressi di Ustica, che fuggono prima di esser riuscite ad impadronirsene (ricevendo speciali ringraziamenti dal Serenissimo Senato di Genova).

Nel 1625[2], risedé nel Concistoro a Siena e nel 1656, fu Capitano del Popolo[2][4] e Gonfaloniere di Giustizia del Ducato di Siena[5].

Fu più volte membro della Deputazione, del Monte dei Paschi di Siena, nel 1649-'51,'56-'58[6].

Fu il terzo Governatore[7], del Casino de' Nobili di Siena e l'11 Agosto 1659, a nome dello stesso, propose di far correre il Palio a Siena, che effettivamente ebbe luogo, il 16 Agosto successivo[8].

Viene nominato Balì[9] di Gubbio e Governatore della Fortezza da Basso di Firenze.

Morì e venne sepolto nella Basilica di San Francesco a Siena[10].

Onorificenze toscane

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  1. Fulvio Fontana, I pregj della Toscana nell'imprese piu segnalate de'cavaleri di Santo Stefano, P. Mattia Miccioni, 1701. URL consultato il 12 maggio 2024.
  2. 1 2 3 4 A cura di Mario Ascheri, Il Libro dei Leoni – la nobiltà di Siena in età medicea 1557-1737, Siena, Monte dei Paschi di Siena – Editore Amilcare Pizzi, 1996.
  3. Bruno Casini, I Cavalieri dello Stato Senese membri del Sacro Militare Ordine di S.Stefano Papa e Martire, Firenze, Edizioni ETS - Officine Grafiche Stianti San Casciano, 1993.
  4. Ministero dell'Interno - Archivio di Stato di Siena, Archivio del Concistoro del Comune di Siena - Inventario, Tipografia ex Cooperativa - Siena, 1952. URL consultato il 27 settembre 2025.
  5. Stato federale del Granducato di Toscana
  6. Achille Sergardi - Deputazione M.P.S., su rp.gruppo.mps.it. URL consultato il 5 Ottobre 2025.
  7. File:I Governatori ed i Presidenti del Circolo degli Uniti dalla fondazione nel 350º anniversario MMVII.jpg
  8. Palio 16 Agosto 1659, su ilpalio.org. URL consultato il 17 Aprile 2024.
  9. Eugenio Gamurrini, Istoria genealogica delle famiglie nobili Toscane et Umbre, Onofri, 1668. URL consultato il 12 maggio 2024.
  10. Vittorio Lusini, Storia della Basilica di S. Francesco in Siena, Siena, Tip. edit. S. Bernardino, 1894.

Collegamenti esterni

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