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André Chaînat

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André Julien Chaînat
NascitaLa Chapelle-Saint-Laurian, 27 luglio 1892
MorteCannes, 6 novembre 1961
Luogo di sepolturacimitero di Sancoins
Dati militari
Paese servitoFrancia (bandiera) Francia
Forza armataArmée de terre
Armée de l'air
Armée de l'air de l'armistice
CorpoAéronautique Militaire
SpecialitàCaccia
Anni di servizio1913-1946
GradoMaggiore
GuerrePrima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
CampagneFronte occidentale (1914-1918)
Fronte occidentale (1939-1945)
BattaglieBattaglia di Verdun
Battaglia di Francia
Decorazionivedi qui
dati tratti da André Chaînat[1]
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André Julien Chaînat (La Chapelle-Saint-Laurian, 27 luglio 1892Cannes, 6 novembre 1961) è stato un militare e aviatore francese, asso dell'aviazione con undici vittorie accertate e nove probabili durante la prima guerra mondiale.[1] Insignito della Gran croce della Legion d'onore, della Médaille militaire, e della Croix de guerre 1914-1918 con otto palme, una stella vermiglio e una stella di bronzo.[2][3][4] [5].

Nacque il 27 luglio 1892 a La Chapelle-Saint-Laurian, un piccolo villaggio nel dipartimento dell'Indre, tra Châteauroux e Vierzon, dove i suoi genitori erano modesti viticoltori, figlio di Antoine Alexis e Marie Sarah Mandereau.[1] Frequentò la scuola locale, e poi divenne apprendista meccanico tornitore e partì per il servizio militare di leva il 22 ottobre 1913, arruolato nell'Armée de terre come soldato semplice nel 6° Reggimento di artiglieria a piedi di stanza a Toul.[3][1] Il 22 aprile 1914 fu trasferito all'Aéronautique Militaire, 2éme Groupe d'aviation di stanza a Reims, come meccanico aeronautico.[3] Il 20 luglio fu assegnato alla Escadrille BlC 4, equipaggiata con velivoli Blériot XI, dove prestava servizio allo scoppio della prima guerra mondiale.[1][5] Il 2 agosto 1914 fu trasferito, come meccanico aeronautico, presso la Escarille BlC 5.[3] Questa Escadrille era assegnata alla 5ª Divisione di cavalleria che partecipò alla corsa al mare e combatté nelle Fiandre, dove egli fu ferito il 7 dicembre a causa di un'elica.[1]

La sua unità fu sciolta all'inizio del 1915 ed egli successivamente divenne, su sua richiesta, allievo pilota presso la 31ª sezione della scuola di aviazione militare di Avord (dal 7 giugno al 20 agosto 1915), conseguendo la qualifica di pilota militare n. 1165 il 9 luglio 1915.[3][1] Promosso caporale il 17 luglio 1915, frequentò la RGA dal 20 agosto al 13 settembre dello stesso anno, giorno in cui fu assegnato come pilota alla Escadrille MF 63.[3] Rimase presso questa unità sino al 21 settembre 1915, quando fu trasferito alla Escadrille N 23, dotata dei Morane-Saulnier Parasol, dove rimase fino al 1 novembre 1915.[3] Fu poi pilota della Escadrille N 38 dal 1 novembre 1915 al 20 gennaio 1916.[3] Pilota della Escadrille N 3 dal 17 gennaio 1916 al 14 febbraio 1917.[3] Questa unità era già considerata l'élite della nascente forza da caccia francese e il capitano Antonin Brocard, noto per la sua selezione selettiva dei piloti, probabilmente non lo scelse a caso.[1] Prestando servizio in questa Escadrille rimase ferito due volte in incidenti .[5] Quando i tedeschi scatenarono la battaglia di Verdun il 21 febbraio 1916, quest'ultimo, promosso sergente, fu selezionato per far parte del distaccamento della N 3 inviato da Breuil a Vadelaincourt per partecipare alla battaglia.[3][1] Conseguì le sue prime due vittorie nel marzo 1916 volando su un Nieuport 11 Bebé, prima di riunirsi al corpo principale della Escadrille a Cachy sulla Somme, dove il suo numero di vittorie crebbe considerevolmente.[2][1] Il 5 aprile fu insignito della Médaille militaire.[3]

A bordo di un Nieuport 16 che battezzò "L'Oiseau Bleu", abbatté un biposto il 21 maggio e ne catturò un altro, il 22 giugno, vittoria che fu contestata da Georges Guynemer.[1] Tra i due scoppiò una violenta discussione al punto che il capitano Brocard la attribuirà a tutti e due i piloti, pur egli non concedendo mai vittorie condivise nella sua Escadrille.[N 1][6] Il 1º luglio 1916 conseguì la sua quinta vittoria ufficiale, che gli valse il titolo di asso dell'aviazione e vide il suo nome citato all'ordine del giorno dell'esercito il giorno successivo.[1] Entro il 2 agosto 1916, il suo totale di vittorie era salito a 9, e alla fine del mese, insieme a Guynemer, fu uno dei primissimi piloti a utilizzare in combattimento uno SPAD S.VII.[2][1][7] Il 3 agosto fu insignito della Croce di Cavaliere della Legion d'onore.[1] Il 7 settembre 1916 fu ferito in un combattimento aereo da un proiettile nel posteriore, cosa che lo tenne lontano dal fronte fino al 10 ottobre 1916.[3][1] L'Escadrille N 3 lasciò quindi la Somme per la Lorena e fu lì che effettuò il suo ultimo volo operativo della guerra, l'8 febbraio 1917, quando attaccò e abbatté un bombardiere Gotha G.III (G.377/16) del Kagohl 2 caduto nelle linee francesi.[1][6] Anche Guynemer aveva colpito lo stesso velivolo e Brocard gli attribuì la vittoria annotandola ufficialmente sul giornale di marcia dell'unità.[6] Questo fatto fece si che egli esplodesse in una crisi di rabbia talmente violenta che il giorno 15, su ordine del Gran Quartier Géneral (GCG) fu trasferito alla casa di riposo di Viry-Châtillon, dove rimase fino al 3 marzo, e poi al centro di riforma speciale di Clignancourt, dove rimase fino al 3 aprile.[3][1] Fu promosso aiutante il 10 ottobre 1917.[8] Allontanato dal personale di volo il 23 dicembre 1917 venne inviato a Lyon-Bron, dove rimase fino alla fine della guerra.[3][1][9]

Fu ufficialmente smobilitato nell'agosto del 1919, con all'attivo 11 vittorie certificate e 9 probabili, 10 citazioni e 4.438 ore di volo.[3] Ritornato alla vita civile, non trovò una sistemazione adatta, arrivando al punto da doversi arruolare nuovamente nell'esercito nel giugno del 1925.[3][1] Partecipò con il grado di sottufficiale alle missioni a bordo di Potez 25 contro gli insorti in Marocco.[1] Lasciò il Marocco nel luglio del 1929 con il grado di sottufficiale capo per diventare istruttore ad Avord, per poi tornare in Marocco nel 1930 con il grado di sottotenente, dove fu vittima di un grave incidente aereo nell'agosto del 1931, che lo costrinse a un ricovero presso l'ospedale di Méknes per sei mesi.[1] Ritornò in Francia nel maggio del 1932 con il grado di tenente per diventare istruttore ad Avord.[N 2][1] Promosso capitano nel 1939, poco prima dell'inizio della seconda guerra mondiale, fu trasferito in qualità di vicecomandante al GC III/6 a Chartes, equipaggiato sul Morane-Saulnier MS 406.[2] Non era più abile in combattimento e nell'unica azione a cui prese parte, il 25 maggio 1940, in piena battaglia di Francia, si trasformò in un disastro.[1] Alla guida di una tripla pattuglia, non trovò la sua scorta e attaccò un gruppo di bombardieri Dornier Do 17.[1] I Messerschmitt Bf 110 piombarono addosso ai velivoli francesi decimandoli: un Morane-Saulnier fu abbattuto (il pilota illeso) mentre il suo aereo e quello di un altro pilota, ripetutamente colpiti, rientrarono a fatica alla base.[1] Ritiratosi con il suo gruppo in Nord Africa, dopo la firma dell'armistizio con la Germania fu smobilitato ad Algeri l'11 agosto del 1940 e ritornò in Francia.[1] Rifiutando l'occupazione nazista, si unì alla resistenza e partecipò alle battaglie di liberazione nelle FFI.[1] Richiamato in servizio attivo nel dicembre del 1944, ricoprì un incarico amministrativo con il grado di maggiore, venendo poi assegnato in servizio nella Germania occupata, fino alla sua smobilitazione nell'agosto del 1946, a causa di molteplici problemi di salute.[1] Si ritirò quindi nella Nièvre, a Pougues-les-Eaux, e morì a Cannes il 6 novembre 1961.[4][5] Il suo corpo fu tumulato nel cimitero del villaggio di Sancoins (Cher).[2]

Cavaliere della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria
«Pilota da caccia di prima classe. Ha abbattuto sei aerei nemici tra il 26 marzo e il 12 luglio 1916. È stato ferito il 16 giugno. Già citato quattro volte negli ordini e ha ricevuto la Médaille militaire
 3 agosto 1916.[3][9]
Ufficiale della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria
 7 luglio 1933.[4]
Médaille militaire - nastrino per uniforme ordinaria
«Pilota di grande abilità e coraggio. Il 26 marzo 1916 attaccò e abbatté un aereo che precipitò in fiamme davanti alle nostre linee
 5 aprile 1916.[3][9]
  1. Guynemer proveniva da una famiglia aristocratica e molto benestante, aveva frequentato il liceo ed era un ufficiale, mentre Chaînat, figlio di un viticoltore non aveva superato la scuola comunale, ed era un sottufficiale. Di conseguenza venne escluso dalla "Banda Nera", club di assi della Escadrille N 3 che decorano i loro aerei con una fascia nera sul dorso della fusoliera, composto da Guynemer, Heuraux, Deullin e Tenant de la Tour, tutti ufficiali, anche se Chaînat superava alcuni di loro nell'elenco delle vittorie.
  2. Mantenne questo incarico fino allo scoppio della seconda guerra mondiale, e molti studenti lo ricordavano come un personaggio pittoresco, che impressionava i giovani con i racconti delle sue battaglie e non perdeva occasione per dire tutto male che pensava di Guynemer.

Collegamenti esterni

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