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Barbera (vitigno)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Barbera
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Dettagli
Paese di origineItalia (bandiera) Italia
Colorenero
Italia (bandiera) Italia
Regioni di coltivazionePiemonte
Lombardia
Veneto
DOCGBarbera d'Asti
Barbera del Monferrato superiore
Nizza
DOCBarbera d'Alba
Barbera del Monferrato
Collina Torinese Barbera
Colline Novaresi rosso
Colline Novaresi Barbera
Canavese Barbera
Colli tortonesi Barbera
Colline Saluzzesi Berbera
Gabiano
Rubino di Cantavenna
Pinerolese Barbera
Langhe Barbera
Monferrato Barbera
Piemonte Barbera
Garda Barbera
Oltrepò Pavese Barbera
Casteggio
Colli Bolognesi Barbera
Colli d'Imola Barbera
Castel San Lorenzo Barbera
Sannio Barbera
Colli di Parma Barbera
Colli piacentini Barbera
Slovenia (bandiera) Slovenia
Regioni di coltivazioneValle del Vipacco
Ampelografia
Caratteristiche della fogliaMedia, Pentagonale o Pentalobata
Caratteristiche del grappoloCompatto, Grappolo medio o Grappolo piramidale
Caratteristiche dell'acinoAcini ellissoidali
Degustazione
Catalogo viticolo nazionale italiano

Specifikacije proizvodov za vina z zaščiteno označbo porekla (ZOP)

La Barbera è un vitigno a bacca nera autoctono del Piemonte, da cui si producono numerosi vini omonimi a D.O.C.G. e D.O.C..

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Un'incisione settecentesca della città di Casal Monferrato nel cui archivio della cattedrale è documentato il primo impianto conosciuto di Barbera.

La più antica attestazione risale al 1249 in un contratto d’affitto conservato presso l’archivio capitolare di Casale Monferrato dove si parla di viti barbesine[1] In seguito si ritrovano per la prima volta vigneti di Barbera nel 1514 nei catasti di Chieri. Altre tracce risalgono al XVII secolo, nell'archivio del comune di Nizza Monferrato e nei Capitolati di Casale Monferrato, dai quali risulta l’affitto di un terreno con l’impegno di piantare “de bonis vitibus berbexinis”.[2] Giorgio Gallesio, ampelografo del secolo XIX, parla del Barbera nella sua pubblicazione Pomona Italiana, definendola “Vitis Vinifera Montisferratensis”.

Nel 1873 Leardi e Demaria in "Ampelografia della Provincia di Alessandria" (che allora comprendeva la provincia di Asti) dicono della Barbera: "È vitigno conosciutissimo ed una delle basi principali dei vini dell'Astigiano e del basso Monferrato, dove è indigeno e da lunghissimo tempo coltivato".[3] Si è diffusa rapidamente nell'Ottocento e nel Novecento, fino a venire considerato il principale vitigno a bacca nera del Piemonte.

Zone di coltivazione

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In Italia è presente soprattutto nelle colline di Astigiano, Langhe, Monferrato, in misura minore in tutto il territorio piemontese, in Lombardia, Emilia-Romagna, Campania, Puglia e Sardegna.

Il nome Barbera identifica il vitigno,ossia la denominazione di una varietà botanica e non una denominazione geografica protetta: di conseguenza, la varietà può essere coltivata e commercializzata con tale nome in qualsiasi parte del mondo.[4][5][6][7]

In Europa esistono piccole aree a Barbera in Grecia, Romania e Slovenia[8]; in Sud America è ampiamente coltivata in Argentina, Brasile, Cile e Uruguay; in Australia è giunta negli anni '60 del XX secolo e si è largamente diffusa; Negli Stati Uniti è molto utilizzata in California, Washington e Arizona; i produttori sudafricani hanno iniziato nel XXI secolo a propagarla nelle zone più calde.

In quanto vitigno autoctono con forte identità locale, è talvolta richiamato nel dibattito sulla sovrapposizione tra nome varietale e nome del vino dello specifico territorio.[9][10]

Il tema è stato affrontato in Italia anche in occasione di misure di ridenominazione dei vitigni, adottate per chiarire in modo inequivocabile la separazione tra la varietà botanica e la denominazione territoriale protetta.[11]

Germoglio: con apice espanso e biancastro, orli tomentosi come nelle foglioline, che hanno la pagina inferiore quasi cotonose; l'asse è ricurvo.

Tralcio: da erbaceo ha sezione quasi circolare, verde con qualche striatura rossa e quasi glabro; i viticci sono lunghi.

Foglia: di grandezza media, pentagonale, quinquelobata; con seno peziolare a lira, per lo più chiuso; pagina superiore glabra verde cupo che talvolta si arrossa o brunisce precocemente; nervature verdi sfumate in rosso presso la base; pagina inferiore tomentosa. Anche il picciolo è rossiccio. In autunno le foglie diventano da rossicce a rosso vivo.

Fiore: ermafrodita, con 5 stami, di color verde.

Grappolo: di grandezza media, per lo più piramidale, con il peduncolo abbastanza lungo e semi-legnoso.

Acino: medio, ellissoide, regolare; buccia molto pruinosa, di color blu intenso, sottile ma robustae; polpa molto succosa,

Tralcio legnoso: robusto, con legno piuttosto tenero ed elastico, a sezione ellittica; corteccia di color bruno piuttosto scuro, fortemente striata.

Vini ricavati

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In numerosi altri disciplinari la Barbera è presente in uvaggio, con percentuali dal 15 all'80%

Esistono inoltre molti vini IGT nel cui uvaggio è presente la Barbera.[12].

Tra questi, possono aggiungere in etichetta il termine Barbera:[13]

AlleronaAlta Valle della GreveBarbagiaBasilicataBenaco BrescianoBeneventanoBergamascaBettona
CalabriaCannaraColli AprutiniColli CiminiColli del LimbaraColli del SangroColli di SalernoCollina del Milanese
Colline PescaresiCosta ToscanaCosta ViolaDauniaDel VasteseEmiliaEpomeoForlì
Isola dei NuraghiLazioMarcheMarmillaMurgiaNarniNurraOgliastra
OscoPaestumParteollaPlanargiaProvincia di MantovaProvincia di NuoroProvincia di PaviaPuglia
QuistelloRavennaRomangiaRonchi di BresciaRotaeRubiconeSabbionetaSalento
SalinaSebinoSibiolaSpelloTarantinoAlpi ReticheTerre di ChietiTerre Lariane
Terre SicilianeTharrosToscanoTrexentaUmbriaVal di NetoVal TidoneValdamato
Valle BeliceValle d'ItriaValle del TirsoValli di Porto PinoVenetoVigneti delle Dolomiti

Nei seguenti la Barbera partecipa solamente alla composizione dell'uvaggio:[13]

Alto LivenzaAlto MincioArghillàAvolaCamarroCampaniaCivitella d'AglianoColli Trevigiani
Colline del GenovesatoColline FrentaneColline SavonesiColline TeatineConselvanoDugentaFrusinateLiguria di Levante
LipudaLocrideMarca TrevigianaMontecastelliMontenetto di BresciaPalizziPellaroPompeiano
RoccamonfinaRonchi VaresiniScillaTerre AquilaneTerre del VolturnoTerre di VelejaVal di MagraVallagarina
Veneto OrientaleVeronese
  1. Sito italiaatavola, su italiaatavola.net.
  2. Da Langhe.net
  3. Disciplinare di produzione della Barbera d'Asti, su catalogoviti.politicheagricole.it.
  4. WineNews, «Ma se i vitigni autoctoni italiani diventassero un giorno le varietà internazionali più diffuse?», 2024, https://winenews.it/it/ma-se-i-vitigni-autoctoni-italiani-diventassero-un-giorno-le-varieta-internazionali-piu-diffuse_535047/
  5. Gambero Rosso, «Cambiamenti climatici e viticoltura: le nuove sfide del vino italiano», https://www.gamberorosso.it/notizie/vino/cambiamenti-climatici-viticoltura/
  6. Roberto Gatti, BARBERA: VITIGNO AUTOCTONO ED INTERNAZIONALE, su Il Gusto del vino - Winetaste, 1º gennaio 1970. URL consultato il 24 novembre 2025.
  7. Barbera, su Quattrocalici. URL consultato il 24 novembre 2025.
  8. disciplinari del Vipavska dolina ZOP, Primorska PGO, in: Specifikacije proizvodov za vina z zaščiteno označbo porekla (ZOP) - Gov.si
  9. Gambero Rosso, «Vitigni autoctoni e vini contemporanei: tradizione, tecnica e territorio», https://www.gamberorosso.it/notizie/vino/vitigni-autoctoni-vini-contemporanei/
  10. WineNews, «La vocazione del territorio è una parola della quale forse il vino ha perso il vero significato», 2024, https://winenews.it/it/la-vocazione-del-territorio-e-una-parola-della-quale-forse-il-vino-ha-perso-il-vero-significato_552119/
  11. Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, «D.M. 17 luglio 2009 – Ridenominazione del vitigno Prosecco in Glera», https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2009/07/28/09A08700/sg
  12. Aggiornato a febbraio 2020
  13. 1 2 Aggiornato a marzo 2020

Voci correlate

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Altri progetti

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