Camillo Riccio

Camillo Riccio (Torino, 1838 – Torino, 11 febbraio 1899) è stato un architetto italiano.
Biografia
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Figlio dell'astigiano avvocato Carlo e della torinese Camilla Bonanate, Camillo Riccio ebbe i natali nel 1838 in Torino nella parrocchia di San Tommaso. Sposo di Felicita Spalla, divenne ingegnere e architetto, allievo di Giuseppe Bollati e di Carlo Promis, di cui fu assistente di disegno all'Università di Torino[1].
Esponente dell'Eclettismo torinese di fine '800, ebbe un ruolo importante nell'Esposizione generale del 1884 (fu progettista e direttore tecnico dei padiglioni). Coprì la carica di consigliere comunale contemporaneamente a Torino e nei Comuni di Montafia, di Cortazzone e di Roatto; nel 1892 ebbe la cittadinanza onoraria di Montà d'Alba, dove aveva seguito gratuitamente la costruzione dell'edifìcio dell'asilo e delle scuole elementari, e nel 1896 ebbe quella di Mondovì per l'opera ugualmente gratuita che prestò per il Santuario di Vicoforte; la Società degli Architetti lo elesse Presidente nel 1890, e nel 1895 venne nominato assessore comunale ai lavori pubblici, carica che mantenne fino alla sua morte [2].
Opere
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In venticinque anni di lavoro, Camillo Riccio progettò e costruì un'ottantina di edifici, di cui un terzo fuori Torino [3]. La Biblioteca di storia e cultura del Piemonte "Giuseppe Grosso"[4], che ha sede presso Palazzo Dal Pozzo della Cisterna a Torino (e dove si occupò del rifacimento dello scalone d'onore e della realizzazione della cancellata lungo il giardino), conserva 180 disegni dell'architetto[5].
Opere in Torino
[modifica | modifica wikitesto]- Per conto del Genio militare, fu progettista tra le varie cose del tronco di ferrovia che dalle fonderie dell'Arsenale immetteva alla stazione di Porta Susa e che servì per la prima volta al trasporto del primo cannone di 100 tonnellate che fu costruito in Italia (1860);
- Restauro di Palazzo Carignano, per conto dello studio di Giuseppe Bollati (1863 - 1871);
- Casa Boasso in Piazza Bodoni (1873)[6];
- Palazzo Rossi di Montelera, sede della Martini & Rossi (1873);
- Casa Biglia in Corso Vittorio Emanuele II (1878)[7];
- Casa Della Vedova in corso Galileo Ferraris 31 [8];
- Casa Rey in via Massena 20 (1885)[9];
- Case operaie della Martini&Rossi in via Pigafetta 44 (1888)[10];
- Galleria Nazionale in via Roma (1890), demolita nel 1935[11];
- Casa Quartero-Debernardi in corso Matteotti 47[12].
Nel capoluogo inoltre, si propose di coordinare armoniosamente gli ampliamenti di fine '800 con le parti più antiche, promuovendo la costruzione della via Pietro Micca in diagonale per collegare Piazza Castello e Piazza Solferino[13].
Opere fuori Torino
[modifica | modifica wikitesto]- Maglificio Fratelli Bosio a Sant'Ambrogio di Torino (1871);
- Teatro Sociale a Biella (1875);
- Santuario di Vicoforte (1884);
- Riedificazione della Chiesa dei Santi Michele Arcangelo e Radegonda di Roatto (1888-1890), dove era anche proprietario del Palazzo Borello[14];
- Palazzo della Cassa di Risparmio di Asti (1894)[15].
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Grescentino Caselli, Commemorazione dell'architetto Camillo Riccio, https://digit.biblio.polito.it/secure/307/1/1899_004b.pdf
- ↑ https://www.museotorino.it/view/s/540ad8be996d4830b48699d2ff1cffed
- ↑ https://www.cittametropolitana.torino.it/node/5417
- ↑ https://www.cittametropolitana.torino.it/il-nostro-patrimonio-culturale/biblioteca-storica
- ↑ https://www.cittametropolitana.torino.it/sites/default/files/pagina/allegati/inventario_riccio.pdf
- ↑ https://commercio.comune.torino.it/wp-content/uploads/2025/05/Allegato_n_009-All._9_PIA_BODONI.pdf
- ↑ https://collezionistoriche.polito.it/it/oggetti/22279-casa-biglia-e-boasso-corso-vittorio-emanuele-ii-torino
- ↑ https://www.torinodecor.it/wp-content/uploads/2018/07/Relazione-storica-Casa-Della-Vedova.pdf
- ↑ https://www.museotorino.it/view/s/1a89786b112b4ea2a584e5a2bbe51580
- ↑ https://www.museotorino.it/view/s/512faed32f294b8fb8ad1021cf743591
- ↑ https://www.storiepiemontesi.it/quellelegante-galleria-nazionale-di-via-roma-che-non-ce-piu/
- ↑ https://webthesis.biblio.polito.it/secure/5213/1/MontesiM_IT.pdf
- ↑ Camillo Riccio, L'imbocco della nuova via diagonale "Pietro Micca" dalla Piazza Castello in Torino, Memoria letta nell'adunanza del 25 marzo 1890 dal Socio Ingegnere C. Riccio, in «Atti e Rassegna Tecnica della Società degli Ingegneri e Architetti in Torino», XXIV, 30, pp. 28-33
- ↑ https://www.monferratoastigiano.it/outdoor/wp-content/plugins/download-attachments/includes/download.php?id=6278
- ↑ https://archivio.astigiani.it/turisti-non-per-caso-asti-vista-negli-anni-trenta/
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Filippo Morgantini, Camillo Riccio e la costruzione della città borghese. Formazione e professione nella Torino delle grandi esposizioni attraverso i disegni di Camillo e Arnaldo Riccio nella Biblioteca di storia e cultura del Piemonte, Provincia di Torino, Torino 2004
- Monica Montesi, Camillo Riccio Architetto, tesi di laurea Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 1999
- Camillo Riccio, Il convento di Vignale, P. Bertero, Casale Monferrato 1885
Altri progetti
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