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Glauco Mauri

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Glauco Mauri in Profondo rosso (1975)

Glauco Mauri (Pesaro, 1º ottobre 1930Roma, 28 settembre 2024) è stato un attore e regista teatrale italiano.

Personaggio di spicco del teatro italiano, Mauri si formò come attore nel 1949 all'Accademia nazionale d'arte drammatica diretta da Silvio D'Amico,[1][2] avendo come maestri Orazio Costa, Sergio Tofano, Wanda Capodaglio.[3]

Dopo il diploma, lavorò con importanti teatranti come Memo Benassi, Orazio Costa, Renzo Ricci, André Barsacq, Anna Proclemer, Giorgio Albertazzi, Luigi Vannucchi, Valeria Moriconi, Emanuele Luzzati, Mario Scaccia, Lilla Brignone, Gianni Santuccio, Enrico Maria Salerno.

Tra le sue interpretazioni teatrali più significative, vi fu quella di Smerdjakov ne I fratelli Karamazov di Dostoevskij, per la regia di André Barsacq, che già nel 1954 gli dette fama nazionale.[4] Nel 1955 Lucio Ardenzi lo coinvolse in una tournée nell'America del Sud[5] – Brasile, Argentina, Uruguay – organizzata con l'appoggio del ministero dello spettacolo; insieme a lui ci furono Luigi Vannucchi, Anna Proclemer, Giorgio Albertazzi, Renzo Ricci, Eva Magni, Tino Buazzelli, Davide Montemurri, Franca Nuti e Bianca Toccafondi. A parte il Re Lear di Shakespeare, che vide riuniti nello stesso spettacolo tutti gli attori principali della compagnia, il repertorio fu tutto italiano: Corruzione al palazzo di giustizia di Ugo Betti, Beatrice Cenci di Alberto Moravia in prima mondiale, Il seduttore di Diego Fabbri.

Per alcuni anni, lavorò con la Compagnia Proclemer-Albertazzi.[6]

Glauco Mauri durante l'allestimento de Il bugiardo di Goldoni (2008)

Nel 1961 fondò con Valeria Moriconi, Franco Enriquez, Emanuele Luzzati (in seguito entrò a farne parte anche Mario Scaccia) la "Compagnia dei Quattro"[3], che diede una formazione fondamentale per il teatro italiano.

Importante la sua partecipazione a lavori televisivi della Rai, sia nelle commedie sia nelle tragedie classiche e negli sceneggiati, con oltre sessanta lavori a partire dall'inizio delle trasmissioni, nel 1954; anche nella prosa radiofonica Rai furono frequenti le sue presenze davanti ai microfoni, sia nella compagnia di Radio Roma sia in quella di Milano.

Dopo aver fatto parte, nel 1971, del cast dello sceneggiato televisivo I Buddenbrook, alla Biennale di Venezia del 1972 Luca Ronconi lo diresse nello storico allestimento dell'Orestea di Eschilo[7] nel quale Mauri fu protagonista.

Nel 1977 diede la voce al personaggio del governatore Tarkin, interpretato da Peter Cushing nel film Guerre stellari.[8]

Nel 1981, con Roberto Sturno, attore legato a Mauri da un lungo sodalizio artistico, fondò la Compagnia Mauri-Sturno,[9] con la quale propose un vasto repertorio di autori classici, Sofocle, Shakespeare, Molière, Goethe, Cechov, Pirandello, Brecht e autori contemporanei, fra cui Beckett, Muller, Mamet, Schmitt, Shaffer.

Tra i tanti allestimenti in cui Mauri fu protagonista, degni di nota furono anche Rinoceronte di Eugène Ionesco, Edipo re di Sofocle, Re Lear, La bisbetica domata, Il mercante di Venezia, Tito Andronico, Riccardo III, La tempesta di William Shakespeare, Faust di Goethe, Don Giovanni di Molière, I demoni di Dostoevskij, Enrico IV di Pirandello, Volpone di Ben Jonson, Il bugiardo di Carlo Goldoni, Il canto del cigno di Anton Čechov.

Come regista d'opera, allestì per due volte Macbeth di Giuseppe Verdi. La prima ebbe luogo nel 1996 come inaugurazione della stagione lirica del Teatro Comunale di Treviso (direttore d'orchestra Donato Renzetti) e la seconda nel 1998, al Teatro San Carlo di Napoli (direttore d'orchestra Gustav Khunn). Seguirono numerose altre regie, da Re Lear a Delitto e castigo, da La tempesta a Quello che prende gli schiaffi.

Lavorò anche nel cinema:[1] da ricordare i ruoli in La Cina è vicina di Marco Bellocchio, in Profondo rosso di Dario Argento, e in Ecce bombo di Nanni Moretti.

Mauri fu Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana e venne insignito della cittadinanza onoraria del comune di Pesaro il 12 gennaio 2009.[10]

Morì a Roma il 28 settembre 2024, tre giorni prima del suo 94º compleanno.[11]

Dichiaratamente bisessuale, non si sposò mai né ebbe figli. Prima di acquistare un appartamento nel centro di Roma, visse per molti anni in albergo.[12]

Glauco Mauri in Orestea (1972)
Glauco Mauri in La Cina è vicina (1967)

Prosa televisiva Rai

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Prosa radiofonica Rai

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Riconoscimenti

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Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
 Roma
 21 dicembre 1994[14]
  1. 1 2 Glauco Mauri, su MYmovies. URL consultato il 13 maggio 2025.
  2. Appendice al libro di Maurizio Giammusso, La fabbrica degli attori, pubblicazione (1989) della Presidenza del Consiglio.
  3. 1 2 Carlo Lorini, Una vita in scena, su Drammaturgia, 3 maggio 2006. URL consultato il 5 settembre 2012 (archiviato dall'url originale il 9 giugno 2007).
  4. Màuri, Glauco, su Treccani. URL consultato il 13 maggio 2025.
  5. Tournée Sudamericana 1955, su Anna Proclemer. URL consultato il 27 aprile 2013 (archiviato dall'url originale il 4 gennaio 2014).
  6. Gli Attori Vol. 2 M-z - 8884402697, Gremese Editore, 2003, ISBN 978-88-8440-269-1. URL consultato il 13 maggio 2025.
  7. Luca Ronconi nell'Enciclopedia Treccani, su treccani.it.
  8. La pagina di GLAUCO MAURI, su Il mondo dei doppiatori. URL consultato il 13 maggio 2025.
  9. Compagnia MauriSturno, su mauristurno.it. URL consultato il 13 maggio 2025 (archiviato dall'url originale il 23 dicembre 2008).
  10. La cittadinanza onoraria al pesarese Glauco Mauri, in il Resto del Carlino, 11 gennaio 2009. URL consultato il 13 maggio 2025.
  11. È morto Glauco Mauri, il decano del teatro italiano, in Ansa.it, 28 settembre 2024. URL consultato il 28 settembre 2024.
  12. Marina Cappa, Glauco Mauri, 70 anni di personaggi, amori e incontri, su tortugamagazine.net, 21 febbraio 2022. URL consultato il 13 maggio 2025.
  13. Albo d'oro dei premiati, su premiflaiano.com. URL consultato il 18 maggio 2022.
  14. Morto Glauco Mauri, decano del palcoscenico aveva 93 anni, in Cremona Oggi, 29 settembre 2024. URL consultato il 13 maggio 2025.
  • Repertorio del Piccolo Teatro di Milano
  • Maurizio Giammusso, La fabbrica degli attori, pubblicazione della Presidenza del Consiglio - Roma 1989
  • Enrico Lancia, Roberto Poppi, Dizionario del cinema italiano. Gli attori, Vol. 2 M-Z, Gremese editore, Roma 2007, p. 36 ISBN 8884402697
  • Francesca Romana Fortuni, Glauco Mauri: il teatro è un gioco serissimo, Editore Metauro, Pesaro 2009 ISBN 978-8861560499

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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