Guesch Patti
| Guesch Patti | |
|---|---|
| Nazionalità | |
| Genere | Pop |
| Periodo di attività musicale | 1964 – 2026 |
| Strumento | voce |
| Etichetta | Virgin, Amber Cafè |
| Album pubblicati | 5 |
Guesch Patti, pseudonimo di Patricia Porrasse (Neuilly-sur-Seine, 16 marzo 1946 – Parigi, 22 giugno 2026[1]), è stata una cantante, danzatrice e attrice francese. Il suo nome d'arte si componeva di Guesch, appellativo che aveva da bambina, e di Patti, che è tratto dal suo nome Patricia.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Gli esordi: danza e prime esperienze musicali
[modifica | modifica wikitesto]Figlia dell'impresario e direttore artistico Jean Porrasse (1923-1995) e figlioccia dell'attore Bernard Blier, Patricia Porrasse nacque il 16 marzo 1946 a Neuilly-sur-Seine.
Si orientò inizialmente verso la danza classica, già all'età di nove anni; diventata un "petit rat" (giovane allieva) all'Opéra di Parigi, lavorò con Roland Petit. Passata poi alla danza contemporanea con Carolyn Carlson e Pina Bausch, apparve in diversi programmi TV.
Optò quindi per la carriera di cantante formando un duo col pianista Yves Gilbert, denominato Yves et Patricia: i due registrarono, nel 1964 e nel 1965, quattro singoli passati inosservati. Il ballerino e coreografo Daniel Larrieu, amico e consulente di lunga data, la invitò a recitare con lui nel 1980 e 1981.
Nel 1984 fondò il trio musicale Dacapo, assieme a Lydie Callier, regista dei suoi primi videoclip. Somnifères / Cogito fu l'unico disco 45 giri prodotto dal gruppo.
Etienne: disco d'oro in Francia
[modifica | modifica wikitesto]Il successo internazionale di Guesch Patti arrivò come cantante solista nel 1987 con Étienne, disco d'oro in Francia: oltre un milione e mezzo le copie vendute dell'album, che conquisterà i vertici delle classifiche in molti paesi europei. Il brano, che alludeva esplicitamente a un rapporto sessuale utilizzando un linguaggio fortemente erotico, fu accompagnato da un videoclip in bianco e nero nel quale l'artista dava volto a una prostituta d'alto bordo che si esibiva in uno strip-tease. Il disco venne premiato in Francia con il Prix Vincent Scotto (Sacem) come miglior singolo nel 1987.
Nel marzo del 1988 fu pubblicato il singolo Let be must the queen, che raccontava le prodezze sessuali di una prostituta. Accompagnato da un video di forte impatto, il brano descriveva un ambiente degradato, popolato di giocatori d'azzardo, prostitute e travestiti. La cantante indossava un costume da ballerina classica e una corona di spine; immagine che verrà utilizzata nella copertina di Labyrinthe. Guesh Patti trattò nell'album temi sociali come la droga, l'emarginazione e la prostituzione: in esso era anche contenuto un brano dell'artista Mimi Bastille, Backstage d'une star. Il disco si rivelò un ottimo successo commerciale. Oltre a Let be must the queen, uscirono i singoli Bon anniversaire e Cul Cul Clan, quest'ultimo pubblicato solamente per il mercato tedesco e francese. Molti i premi e i riconoscimenti artistici, tra i quali le Victoires de la musique nel 1988, nella categoria "rivelazione femminile dell'anno", Diamonds Awards (Belgio-Olanda) e il Tigra Awards (Germania). Nello stesso anno Guesh Patti partecipò come ospite al festival di Sanremo, dove ricevette un premio.
Nel 1989 duettò assieme a Jean-Louis Aubert nel brano On Peut s'Aimer, incluso nell'album Blue, Blanc, Vert.
Gli anni Novanta
[modifica | modifica wikitesto]Il nuovo album di Guesch Patti, intitolato Nomades, uscì agli inizi di marzo del 1990. Il motivo d'apertura L'homme au tablier vert (Fleurs carnivores), una forte critica del leader dell'estrema destra francese Jean-Marie Le Pen, ironizzava sull'ascesa e la disfatta di un dittatore che "nutre le sue macchine da guerra", venendone infine divorato. Il brano partecipò alla rassegna Sanremo International. Malgrado una tournée europea e i concerti tenuti negli Stati Uniti e in Canada, l'album non ottenne il medesimo successo di Labyrinthe. L'homme au tablier vert, Comment dire e Nomade furono i tre singoli estratti dall'album, l'ultimo realizzato assieme al gruppo degli Encore.
Nel 1992 pubblicò il singolo Wake up, lavoro satirico sull'economia e la società del ventesimo secolo, che fece da apristrada all'album Gobe. Nonostante la grande qualità del disco, l'album fu un fallimento commerciale. Wake up e Melomane furono i due singoli estratti dall'album.
Nel 1995 uscì il suo album Blonde, contrassegnato da un'evoluzione verso sonorità meno commerciali e da nuove collaborazioni con Matthieu Chédid, Étienne Daho (nel brano Blonde) e Françoise Hardy (nel brano Un peu... beaucoup). Ne vennero estratti tre singoli: La marquise, Blonde e Amnésie. Il regista britannico Peter Greenaway sceglierà inoltre per la colonna sonora originale del suo film I racconti del cuscino, uscito nel 1996, tre canzoni dell'album: La marquise, Blonde e La Chinoise.
Negli anni novanta Guesch Patti reincise alcuni celebri motivi francesi, realizzando ventuno cover per i progetti musicali: Hommage ils chantent, Les Plus Belles Chansons Françaises e Un Hommage à Polnareff. Quand On A Que l'Amour (Jacques Brel), Le Monde Est Stone (Michel Berger), Octobre (Francis Cabrel), Les Feuilles Mortes (Yves Montand), Potemkine (Jean Ferrat), SOS Amor (Alain Bashung), sono solo alcune delle interpretazioni della cantante.
Dernières nouvelles, pubblicato nel 2000 , fu il quinto album di Guesch Patti. Il lavoro metteva in evidenza un'atmosfera dolorosa e melodrammatica, fortemente permeata di un senso di solitudine. Un DVD uscito nel marzo del 2002 completò l'album. Innovativo nel settore della musica, questo DVD presentava una grande parte dell'album, mescolando performance coreografiche, così come un'intervista trattante problemi esistenziali e riflettente anche la condizione umana dell'artista. Lo stesso anno, Guesch Patti offrì un duetto con Chilly Gonzales nel singolo intitolato Dans tes yeux, incluso nell'album Z dell'artista canadese.
Teatro, cinema, ritorno alla danza e ultime esperienze musicali
[modifica | modifica wikitesto]In seguito ai diversi fallimenti commerciali dei dischi incisi negli anni novanta, Guesch Patti finì per prendere le distanze dal mondo della musica, cercando anche di diversificare le sue esperienze artistiche. Continuò la sua carriera di ballerina, recitò in pellicole cinematografiche (si ricordano le apparizioni in Una per tutte di Claude Lelouch e in Elles al fianco di Miou-Miou, Marthe Keller, Marisa Berenson e Carmen Maura), calcò i palcoscenici (con lavori come L'Opera da tre soldi, Monologhi della vagina e Jésus Camacho 404 284). Durante l'estate 2006, fu membro della giuria di Dancing Show (una specie di Ballando con le stelle in versione francese) in onda su France 2. Nel 2007 partecipò al film Suzanne di Viviane Candas e al film Monsieur Max di Gabriel Aghion.
Nel 2008 duettò con Thomas Winter, artista indipendente, nel brano Dans les herbes hautes incluso nell'album Projet Abstrait.
Il pezzo Bilingue, presentato in anteprima su Myspace nel 2009 e disponibile su iTunes, avrebbe dovuto anticipare un progetto più ampio previsto per l'avvenire.
Morte
[modifica | modifica wikitesto]Guesch Patti è morta a Parigi il 22 giugno 2026, all'età di 80 anni, dopo una lunga malattia.[2]
Vita privata
[modifica | modifica wikitesto]Nel febbraio 1964, non ancora 18enne, sposò a Deauville l'allora suo partner musicale Yves Gilbert, dal quale divorziò nel gennaio del 1974.
Discografia parziale
[modifica | modifica wikitesto]Yves et Patricia
[modifica | modifica wikitesto]Album in studio
[modifica | modifica wikitesto]Guesch Patti & Encore
[modifica | modifica wikitesto]- 1988 – Labyrinthe
- 1990 – Nomades
Guesch Patti
[modifica | modifica wikitesto]Singoli
[modifica | modifica wikitesto]Dacapo
[modifica | modifica wikitesto]- 1984 – Somnifères / Cogito
Guesch Patti & Encore
[modifica | modifica wikitesto]Guesch Patti
[modifica | modifica wikitesto]Video musicali
[modifica | modifica wikitesto]Filmografia parziale
[modifica | modifica wikitesto]- Elles, regia di Luís Galvão Teles (1997)
- Le Gang des TV, cortometraggio (1999)
- Una per tutte, regia di Claude Lelouch (1999)
- Suzanne, regia di Viviane Candas (2001)
Teatro
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (FR) Guesch Patti, interprète d'«Etienne», est morte à 80 ans, su www.liberation.fr, 22 giugno 2026. URL consultato il 22 giugno 2026.
- ↑ E' morta Guesch Patti, voce ribelle di 'Étienne', su adnkronos.com, 23 giugno 2026.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Guesch Patti
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Guesch Patti, su Last.fm, CBS Interactive.
- (EN) Guesch Patti, su AllMusic, All Media Network.
- (EN) Guesch Patti, su Discogs, Zink Media.
- (EN) Guesch Patti, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
- (EN) Guesch Patti, su WhoSampled.
- (EN) Guesch Patti, su SecondHandSongs.
- (EN) Guesch Patti, su Genius.com.
- (EN) Guesch Patti, su IMDb, IMDb.com.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 44486114 · ISNI (EN) 0000 0000 5514 2736 · Europeana agent/base/88400 · LCCN (EN) n92101302 · GND (DE) 134589181 · BNE (ES) XX1575805 (data) · BNF (FR) cb138982996 (data) · CONOR.SI (SL) 117342563 |
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