Walter Hunt Longton
| Walter Hunt Longton | |
|---|---|
| Soprannome | "Scruffy" |
| Nascita | Whiston, 10 settembre 1892 |
| Morte | Bournemouth, 6 giugno 1927 |
| Cause della morte | Incidente aereo |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | British Army Royal Air Force |
| Corpo | Royal Flying Corps |
| Anni di servizio | 1914-1927 |
| Grado | Comandante di squadriglia |
| Guerre | Prima guerra mondiale |
| Campagne | Fronte occidentale (1914-1918) Campagna di Gallipoli |
| Decorazioni | vedi qui |
| dati tratti da Above the Trenches. A Complete Record of the Fighter Aces and Units of the British Empire Air Forces, 1915-1920[1] | |
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Walter Hunt Longton (Whiston, 10 settembre 1892 – Bournemouth, 6 giugno 1927) è stato un militare e aviatore britannico, asso dell'aviazione durante la prima guerra mondiale, accreditato di 11 vittorie aeree accertate.[2][3] Nel dopoguerra si dedicò attivamente alle gare aeree, agli eventi di aviazione e circuiti aeronautici, continuando nel contempo la sua carriera nell'aviazione militare.[4].
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Nacque a Whiston, Merseyside, il 10 settembre 1892, figlio di William e Mary Longton.[4] Lavorò per la Sunbeam Motor Company, divenendo un noto motociclista.[1] Arruolato nel British Army dopo lo scoppio della prima guerra mondiale, nel 1915 prese parte alla campagna di Gallipoli con il Queen’s Own Worcestershire Hussars.[4] Nel 1916 fu trasferito in forza al Royal Flying Corps, ottenne il brevetto di pilota n.2647 presso il Royal Aero Club su biplano Hall presso la Hall Scuola di volo Hall a Hendon il 31 marzo 1916.[4] Promosso al grado temporaneo di sottotenente pilota fu assegnato allo R.F.C. il 29 aprile 1916.[4] Il 12 luglio 1916, fu nominato ufficiale pilota; tali nomine venivano solitamente effettuate al termine dell'addestramento.[5] A metà del 1918, fu assegnato al No.85 Squadron RAF equipaggiato con i caccia Royal Aircraft Factory S.E.5a.[1] Il 3 giugno 1918 gli fu conferita la Air Force Cross da re Giorgio V.[1][6] Non ottenne la sua prima vittoria aerea fino al 7 luglio, quando distrusse un caccia tedesco Fokker D.VII sopra Doulieu.[1] Distrusse altri tre aerei nemici durante il mese di luglio: un velivolo da ricognizione biposto Hannover il 10 luglio, un biposto Albatros il 14 luglio e un caccia Pfalz D.III il 24 luglio.[1] Il 5 agosto divenne un asso dell'aviazione, abbattendo un aereo da ricognizione Albatros sopra Ploegsteert-Bailleul, che precipitò in fiamme.[1] Conseguì un'altra vittoria il 22 agosto, quando abbatté un caccia Fokker D.VII sopra Haut Allaines cosa che gli valse l'assegnazione della Distinguished Flying Cross.[1][7] Fu trasferito al No.24 Squadron RAF il qualità di comandante della Flight "B" il 27 settembre.[1]
Conseguì un nuova vittoria l'8 ottobre, quando distrusse un pallone di osservazione a sud di Busigny, cui ne seguì un'altra il 14 ottobre, quando distrusse un Fokker D.VII su Wassigny.[7] Il 29 ottobre, distrusse un altro Fokker D.VII alle 14:30; mezz'ora dopo, insieme a Thomas Montagu Harries e H.V. Evans distrusse un biposto da ricognizione nemico, ottenendo una vittoria in compartecipazione.[7] Il giorno seguente abbatté un Fokker D.VII su Marville.[7] Al termine del conflitto aveva ottenuto 11 vittorie aeree confermate.[8]
La vita nel dopoguerra
[modifica | modifica wikitesto]Il 16 aprile 1919 si congedò dalla Royal Air Force, e il 3 giugno 1919 gli fu conferita una seconda Bar sulla Distinguished Flying Cross "per i servizi resi durante la guerra". Si arruolò quindi di nuovo e gli fu concessa una commissione permanente come tenente il 1° agosto 1919.[9] Il 1º novembre dello stesso anno fu promosso flight lieutenant.[10] Partecipò al RAF Pageant di Hendon il 3 luglio 1920. Una foto pubblicata su Flight Magazine lo ritrae seduto in un Fokker D.VII decorato con il "Il vagabondo" di Charlie Chaplin sul lato dell'abitacolo. Partecipò a esibizioni aeree, gare e prove di vario genere durante gli anni venti del XX secolo fino all'anno della sua morte. Gareggiò nell'Aerial Derby del 1920, ma non terminò la gara.[11][12] Il 7 agosto 1922 partecipò al settimo Aerial Derby; tuttavia, la staffetta a cui partecipò fu annullata a causa di un incidente preliminare a uno dei concorrenti.[13] A metà del 1923, vinse la gara aerea Grosvenor Challenge Cup su un Sopwith Gnu.[14] L'8 ottobre 1923 partecipò alle prove di aerei leggeri tenutesi a Lympne volando su un English Electric Wren, condividendo il primo posto e una vincita di 1 500 sterline in una competizione per stabilire l'aereo leggero monoposto britannico più economico, volando 87,5 miglia (140,8 km) con un gallone di carburante.[15][16] Il 3 luglio 1925, pilotò un Martinsyde nella quarta edizione della King's Cup, ma ben presto fu costretto al ritirò.[17] Il 1º gennaio 1924, fu promosso da flight lieutenant a comandante di squadriglia, e nel corso di quell'anno divenne comandante del No.58 Squadron RAF.[1][18][19] Nell'ottobre del 1926 fu assegnato al No.1 FTS a Netheravon.[1]
All'inizio del 1927 il suo aereo fu bersagliato dal fuoco di un fucile da caccia di un contadino mentre stava volando a bassa quota.[20] Il 6 giugno 1927 morì in un incidente aereo a Bournemouth, nel Dorset.[1] Fu sepolto sotto una lapide fornita dalla moglie, nel cimitero di Upavon, Wiltshire.[2] È anche ricordato da una targa eretta dai suoi vecchi compagni di aviazione del No.58 Squadron RAF e di Netheravon.[2]
Onorificenze
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 Shores, Franks, Guest 1996, p. 243.
- 1 2 3 Findagrave.
- ↑ Franks 2007, p. 90.
- 1 2 3 4 5 6 The Aerodrome.
- ↑ (EN) The London Gazette (PDF), n. 29698, 8 agosto 1916.
- ↑ (EN) Stanley Spooner (a cura di), Honours, in Flight, X, n. 23, 6 giugno 1918, p. 608. URL consultato l'11 gennaio 2018.
- 1 2 3 4 Shores, Franks, Guest 1996, p. 244.
- ↑ Franks 2007, p. 87.
- ↑ (EN) The London Gazette (PDF), n. 31486, 1º August 1919.
- ↑ (EN) The London Gazette (PDF), n. 31663, 28 November 1919.
- ↑ (EN) Stanley Spooner (a cura di), The RAF Pageant, in Flight, XII, n. 28, 8 luglio 1920, pp. 705–711. URL consultato l'11 gennaio 2018.
- ↑ (EN) Stanley Spooner (a cura di), The Aerial Derby 1920, in Flight, XII, n. 31, 29 luglio 1920, pp. 831–835. URL consultato l'11 gennaio 2018.
- ↑ (EN) Stanley Spooner (a cura di), The Seventh Aerial Derby, in Flight, XII, n. 31, 10 agosto 1922, pp. 448–451. URL consultato l'11 gennaio 2018.
- ↑ (EN) Stanley Spooner (a cura di), The Grosvenor Challenge Cup, in Flight, XV, n. 25, 28 giugno 1923, pp. 342–346. URL consultato l'11 gennaio 2018.
- ↑ (EN) Stanley Spooner (a cura di), The King's Cup, in Flight, XV, n. 29, 19 luglio 1923, pp. 393–395. URL consultato l'11 gennaio 2018.
- ↑ (EN) English Electric's ultralight aircraft which flew 87.5 miles on one gallon of fuel., su baesystems.com, BAE Systems.
- ↑ (EN) Stanley Spooner (a cura di), The King's Cup, in Flight, XVII, n. 28, 9 luglio 1925, pp. 431–440. URL consultato l'11 gennaio 2018.
- ↑ (EN) Stanley Spooner (a cura di), The Royal Air Force, in Flight, XVI, n. 1, 3 gennaio 1924, p. 13. URL consultato l'11 gennaio 2018.
- ↑ (EN) The London Gazette (PDF), n. 32893, 1º gennaio 1924.
- ↑ (EN) Stanley Spooner (a cura di), The Bournemouth Easter Meeting, in Flight, XIX, n. 16, 21 aprile 1927, pp. 234–245. URL consultato l'11 gennaio 2018.
- ↑ (EN) The London Gazette (PDF), n. 30989, 2 novembre 1918.
- ↑ (EN) The London Gazette (PDF), n. 31170, 8 febbraio 1919.
- ↑ (EN) The London Gazette (PDF), n. 31378, 3 giugno 1919.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Norman Franks, SE 5/5a Aces of World War 1, Botley, Osprey Publishing, 2007.
- (EN) Peter Lewis, British Racing and Record-Breaking Aircraft, Londra, Putnam & Co. Ltd., 1970.
- Luigi Mancini (a cura di), Grande Enciclopedia Aeronautica, Milano, Edizioni Aeronautica, 1936.
- (EN) Christopher Shores, British and Empire Aces of World War 1, Botley, Osprey Publishing, 2001.
- (EN) Christopher Shores, Norman Franse e Russell Guest, Above the Trenches. A Complete Record of the Fighter Aces and Units of the British Empire Air Forces, 1915-1920, Londra, Grub Street, 1996, ISBN 0-948817-19-4.
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Walter Hunt Longton, su The Aerodrome. URL consultato il 27 agosto 2024.
- (EN) Squadron Leader W H Longton DFC AFC, su Imperial War Museum. URL consultato il 27 agosto 2024.
- (EN) Sqn Ldr Walter Hunt “Scruffy” Longton, su Findagrave. URL consultato il 27 agosto 2024.
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