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Wonjong di Goryeo

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Wonjong
원종
元宗
Re di Goryeo
In carica
  • 1260–1269
  • 1269–1274
Predecessore
Successore
Nome templareWonjong (원종?, 元宗?, WŏnjongMR)
Nomi postumi
  • Goryeo: Gran Re Sunhyo
    (순효대왕?, 順孝大王?)
  • Yuan: Re Chunggyeong
    (충경왕?, 忠敬王?)
NascitaGaegyeong, 5 aprile 1219
MortePalazzo Jesang, Gaegyeong, 23 luglio 1274 (55 anni)
Luogo di sepolturaSoreung (소릉?, 韶陵?)
Casa realeWang
PadreGojong
MadreAnhye
ConsortiRegina Jeongsun 1235–1237, defunta
Regina Gyeongchang 1244–1274
FigliFigli:

Figlie:

ReligioneBuddismo

Wonjong (원종?, 元宗?, WŏnjongMR), nome personale Wang Jeon (왕전?, 王倎?, Wang ChŏnMR) poi Wang Sik (왕식?, 王植?, Wang SikMR) poi Wang Jeong (왕정?, 王禎?, Wang ChŏngMR), nome di cortesia Ilsin (일신?, 日新?, IlsinMR), (Gaegyeong, 5 aprile 1219Gaegyeong, 23 luglio 1274) è stato il ventiquattresimo re di Goryeo. Nel 1269 il suo regno fu brevemente interrotto da quello di re Yeongjong, anche se la legittimità di quest'ultimo è contestata dagli studiosi.

Wonjong crebbe con la consapevolezza che le sorti del regno erano nelle mani non di suo padre, re Gojong, ma del regime militare della famiglia Choe, a partire dal generale Choe Chung-heon, passando per suo figlio Choe U e il figlio di quest'ultimo, Choe Ui[1]. Il potere della famiglia Choe giunse al termine nel 1258 con l'invasione mongola e l'assassinio di Choe Ui[2].

L'anno successivo Gojong, che aveva recuperato temporaneamente il potere, inviò Wojong, allora principe ereditario, ad incontrare Kublai Khan allo scopo di avviare negoziati di pace con l'impero mongolo. In quel periodo, Kublai era nel pieno di una lotta per il potere con Arig Bek, che risiedeva a Karakorum mentre Kublai Khan stesso era impegnato nella conquista della Cina. Vedendo il principe ereditario di Goryeo presentarsi al suo cospetto, Kublai Khan, euforico, disse: "Goryeo è un Paese contro cui, già molto tempo fa, persino l'imperatore Tai Zong aveva condotto personalmente una campagna militare senza però riuscire a sconfiggerlo. Ma ora il suo principe ereditario si è presentato davanti a me, e questa è la volontà del cielo, così sia!"[3][4][5]

Nella primavera del 1259 fu infine stipulato un accordo di pace. Nel luglio del 1259 Gojong morì e l'anno successivo Wonjong gli succedette al trono con l'aiuto di Kublai Khan[6].

Da quel momento in poi, il compito principale di Wonjong fu quello di difendere e far rispettare il trattato di pace all'interno del suo regno. In questo trovò sostegno tra gli studiosi e l'aristocrazia, mentre incontrò resistenza da parte dei militari. Nel 1269 il comandante militare Im Yon organizzò un colpo di Stato per destituire Wonjong. Per affermare e consolidare il proprio potere nei confronti dei militari ribelli, che a loro volta avevano insediato un re (Yeongjong) nella fortezza dell'isola di Ganghwa, Wonjong chiamò in aiuto l'esercito mongolo. Kublai Khan inviò 3.000 soldati per sconfiggere le forze ribelli. Nel 1271, dopo essere tornato al potere, Wonjong si recò alla corte imperiale mongola. I militari ribelli, rifugiatisi sull'isola di Jeju, furono definitivamente sconfitti dai mongoli nel 1273[7].

Durante il regno di Wonjong, Goryeo divenne a tutti gli effetti un vassallo della dinastia Yuan[6]. A seguito del trattato di pace tra Goryeo e l'Impero mongolo, i re della dinastia Goryeo dovettero sposare principesse mongole, inviare i principi nati da questi matrimoni alla corte mongola per essere istruiti, indossare abiti e portare acconciature mongole a corte e utilizzare, oltre alla lingua mongola, anche nomi mongoli[8]. Wonjong fu il primo a rispettare tali regole, facendo sposare il proprio primogenito con una figlia di Kublai Khan[9].

Consorti e figli

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  • regina Jeongsun del clan Gyeongju Kim
    • principe ereditario Wang Geo, primo figlio
    • prima figlia
  • Regina Gyeongchang del clan Yu
  • sconosciuta
    • Wang Ik-jang, quarto figlio
  1. Pettid, Mueller e Wall, 1999, pp. 125 e segg.
  2. Pettid, Mueller e Wall, 1999, pp. 138 e segg.
  3. 이기환.
  4. 김운회.
  5. 한국사 데이터베이스.
  6. 1 2 김나성.
  7. Lee, 1984, pp. 150 e segg.
  8. Lee, 1984, pp. 155 e segg.
  9. Seth, 2004, pp. 107 e segg.