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Commissione storica

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Dal 2018, la Commissione permanente per la storia del battismo è un punto di riferimento per la salvaguardia e la diffusione della memoria storica del battismo. Coordinata dalla giornalista Emmanuela Banfo; composta dai pastori Emanuele Casalino, Martin Ibarra e Raffaele Volpe, dalla prof.ssa Deborah D’Auria, e con la consulenza esterna del prof. Massimo Rubboli, la Commissione è impegnata a sensibilizzare le chiese locali sull’importanza della memoria storica e a promuovere numerose iniziative editoriali per recuperare le radici del battismo.

Ricostruire, Ripensare, Trasmettere

Sono le tre parole chiave che guidano il lavoro della Commissione storica. Al centro delle sue attività ci sono le chiese, che, in un’epoca in cui la conoscenza e la coscienza storica sono sempre più deboli, hanno bisogno di una visione ampia che le inserisca in un contesto temporale vasto e articolato. Un contesto che parte dalle origini del battismo e si innesta in quella Riforma radicale che ha visto l’Anabattismo protagonista.

Iniziative

Cinquecentenario dell’Anabattismo

Dopo un intenso anno (2025) dedicato a ricordare i 500 anni della nascita dell’Anabattismo, gli eventi si sono conclusi il 21 febbraio 2026 a Torino, in occasione di un evento organizzato dall’Associazione regionale del Piemonte, e il 24 marzo presso la prestigiosa Università Ca’ Foscari di Venezia per il convegno «L’Anabattismo veneto nel contesto italiano ed europeo».

I diversi eventi, che si sono svolti sul territorio nazionale, hanno coinvolto attivamente le chiese con l’obiettivo di:

Conoscere: Approfondire le proprie radici storiche, conoscere le figure che hanno elaborato temi ancora oggi attuali come la nonviolenza e la separazione tra Chiesa e Stato.

Agire: Acquisire una maggiore consapevolezza della propria identità per vivere con più pienezza la missione evangelica.

Il secondo verbo chiave, “ripensare”, sottolinea l’importanza di non ridurre questo anniversario a una semplice celebrazione. Non si tratta di glorificare o rinnegare il passato, ma di studiare l’Anabattismo nelle sue luci e ombre, con uno sguardo critico e costruttivo.

Resistenza e Resa

Il progetto didattico “Tra Resistenza e Resa: per (Soprav)vivere liberi!”, curato da tre anni dalla prof.ssa Deborah D’Auria, si rivolge a insegnanti e studenti delle scuole superiori e lavora sulla memoria della Shoah e sull’antisemitismo. Il terzo verbo chiave, “trasmettere”, evidenzia l’importanza di un passaggio di testimonianze tra generazioni, con l’obiettivo di mantenere viva la memoria e renderla attuale.

Nel 2025, l’iniziativa si concentrerà su alcuni momenti della storia della Resistenza in Italia e in Ungheria, con un focus particolare sulle città di Roma, Milano e Budapest.

Il progetto vede la collaborazione di diverse istituzioni, tra cui la Fondazione CDEC di Milano, l’Università La Sapienza di Roma e l’Università di Firenze. Grazie al finanziamento dell’otto per mille dell’UCEBI e al contributo di enti privati e associazioni, oltre trenta studenti delle scuole superiori provenienti da tutta Italia, insieme ai loro insegnanti, parteciperanno a un percorso di formazione che prevede incontri nelle scuole, convegni, laboratori didattici e una visita di studio di una settimana a Budapest.