Khamenei, Ali
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Ayatollah e uomo politico iraniano (Mashhad 1939 - Teheran 2026). Si è formato in prestigiose scuole teologiche e, tra gli altri, ha avuto come insegnanti l’ayatollah Borujerdī e l’ayatollah Khomeini. Sin dagli anni Sessanta ha militato attivamente nei movimenti rivoluzionari islamici che si opponevano allo shāh, alternando periodi di libertà, durante i quali ha insegnato in diverse scuole religiose, a periodi di carcerazione. Uomo di fiducia dell’imam Khomeini e membro del Consiglio della Rivoluzione (1979-80), dopo la caduta dello shāh è stato tra i fondatori del Partito della Repubblica Islamica, per poi essere nominato Guida delle Preghiere del venerdì di Teheran. Nel 1981, sopravvissuto a un attentato, che gli ha però precluso l’uso della mano destra, è stato eletto presidente dell’Iran; riconfermato nel 1985, ha mantenuto la carica sino al 1989, quando è stato eletto a vita Guida Suprema dopo la morte di Khomeini. Noto per la politica ultraconservatrice, antioccidentale e antisionista, negli anni il suo potere è andato consolidandosi, anche in virtù della forte influenza esercitata sul Consiglio dei Guardiani della Costituzione, di cui nomina direttamente i sei membri religiosi. L'uomo politico ha perso la vita durante i raid congiunti statunitensi e israeliani che nel febbraio 2026 hanno colpito Teheran e altre aree del Paese.
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