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Cyprinus carpio

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Carpa
Image
Carpa comune
Stato di conservazione
Image
Rischio minimo
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
SottoregnoEumetazoa
SuperphylumDeuterostomia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
InfraphylumGnathostomata
SuperclasseOsteichthyes
ClasseActinopterygii
SottoclasseNeopterygii
InfraclasseTeleostei
SuperordineOstariophysi
OrdineCypriniformes
SottordineCyprinoidea
FamigliaCyprinidae
SottofamigliaCyprininae
GenereCyprinus
SpecieC. carpio
Nomenclatura binomiale
Cyprinus carpio
Linnaeus, 1758
Sinonimi

Carpio carpio (Linnaeus, 1758)
Carpio carpio gibbosus
(Kessler, 1856)
(sinonimo ambiguo)
Carpio vulgaris Rapp, 1854
Cyprinus acuminatus
Heckel & Kner, 1858
(sinonimo ambiguo)
Cyprinus alepidotus Bloch, 1784
(sinonimo ambiguo)
Cyprinus angulatus Heckel, 1843
(sinonimo ambiguo)
Cyprinus atrovirens
Richardson, 1846
Cyprinus bithynicus
Richardson, 1857
Cyprinus carpio anatolicus
Hankó, 1925
Cyprinus carpio aralensis
Spiczakow, 1935
(sinonimo ambiguo)
Cyprinus carpio brevicirri
Misik, 1958
(sinonimo ambiguo)
Cyprinus carpio carpio
Linnaeus, 1758
Cyprinus carpio caspicus
Walbaum, 1792
Cyprinus carpio communis
Linnaeus, 1758
Cyprinus carpio elongatus
Walecki, 1863
Cyprinus carpio fluviatilis
Pravdin, 1945
Cyprinus carpio haematopterus
Martens, 1876
(sinonimo ambiguo)
Cyprinus carpio lacustris
Fitzinger, 1832
Cyprinus carpio longicirri
Misik, 1958
(sinonimo ambiguo)
Cyprinus carpio monstrosus
Walecki, 1863
Cyprinus carpio oblongus
Antipa, 1909
Cyprinus carpio specularis
Lacepède, 1803
Cyprinus carpio var. gibbosus
Kessler, 1856
(sinonimo ambiguo)
Cyprinus carpio var. haematopterus
Martens, 1876
(sinonimo ambiguo)
Cyprinus chinensis Basilewsky, 1855
Cyprinus cirrosus Schaeffer, 1760
(sinonimo ambiguo)
Cyprinus conirostris
Temminck & Schlegel, 1846
Cyprinus coriaceus Lacepède, 1803
Cyprinus elatus Bonaparte, 1836
Cyprinus festetitsii Bonaparte, 1845
(sinonimo ambiguo)
Cyprinus hungaricus Heckel, 1837
Cyprinus macrolepidotus
Meidinger, 1794
Cyprinus macrolepidotus
Hartmann, 1827
(sinonimo ambiguo)
Cyprinus mahuensis Liu & Ding, 1982
Cyprinus melanotus
Temminck & Schlegel, 1846
Cyprinus nordmannii
Valenciennes, 1842
Cyprinus nudus Bloch, 1784
Cyprinus regina Bonaparte, 1836
Cyprinus regius Nau, 1791
Cyprinus rex Walbaum, 1792
Cyprinus rexcyprinorum Bloch, 1782
Cyprinus rondeletii Shaw, 1802
Cyprinus specularis Lacepède, 1803
Cyprinus thermalis Heckel, 1843
(sinonimo ambiguo)
Cyprinus tossicole Elera, 1895
(sinonimo ambiguo)
Cyprinus viridescens Lacepède, 1803
Cyprinus vittatus Valenciennes, 1842
[1][2]

La carpa[3] (Cyprinus carpio), conosciuta anche come carpa comune, è un pesce d'acqua dolce appartenente alla famiglia dei Cyprinidae.

Distribuzione e habitat

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La forma selvatica della carpa comune si ritiene originaria delle regioni dell'Europa orientale a est fino alla Persia, all'Asia Minore e alla Cina. Secondo alcuni autori la specie è stata introdotta in Italia molti secoli fa dai Romani per l'allevamento[4], mentre secondo altri autori è stata introdotta soltanto in periodo tardo medioevale[5]. Oggi, anche a seguito di ripopolamenti, è possibile trovarla in tutta Europa nella quasi totalità delle acque dolci temperate. La carpa comune è stato uno dei primi pesci ad essere introdotto in altri paesi oltre a quello di origine. Di solito vive nei laghi, ma si adatta molto bene in qualsiasi habitat, anche in quelli soggetti a inquinamento organico: non disdegna neanche le acque più sporche. È inserita nella lista di cento specie invasive molto dannose.

Il corpo della carpa è lungo, ovaloide, con dorso convesso poco sopra la testa. Quest'ultima si presenta di forma triangolare, con muso poco appuntito. La bocca è protrattile ed è munita di 2 barbigli corti e carnosi e due barbigli più piccoli al di sopra. La pinna dorsale è lunga con 18-24 raggi, quella caudale (pinna di coda) è abbastanza grande; le pinne pettorali e ventrali hanno i lobi arrotondati. La coda è forcuta. La livrea è bruno-verdastra con riflessi bronzei su dorso e fianchi, giallastro sul ventre. Di lunghezza variabile tra i 30 e i 70 cm e peso compreso tra i 3 e i 40 kg. Eccezionalmente può superare i 40 kg di peso e i 130 cm di lunghezza. Si tratta di un pesce estremamente longevo e si stima possa arrivare a 40 anni di età.

Si tratta di una specie gregaria e vive in gruppi che possono arrivare anche alla decina di esemplari.

Alimentazione

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Onnivora, si ciba sia di organismi animali come insetti o lombrichi che di sostanze vegetali che trova sul fondo, nonché di qualsiasi tipo di detrito organico. Ricerca il cibo sul fondo, grufolando, mettendo il muso nel fango e aiutandosi con i due barbigli a localizzare il nutrimento. Durante la ricerca del cibo smuove molto materiale intorbidando l'acqua e facendo salire a galla bollicine di gas formatesi nel fondale.

Si riproduce in tarda primavera e inizio estate deponendo circa 200 000-300 000 uova.

Le uova vengono attaccate alle piante e si schiudono dopo 3-8 giorni.[6]

In questo periodo, si risveglia dall'inverno appena passato e si nutre in modo frenetico. Tale frenesia è dovuta anche all'energia che le carpe necessitano di accumulare per la riproduzione.

I banchi di carpe in questo periodo si spostano nelle acque basse presso le sponde, che sono più tiepide, vicino a canneti ed erbai dove possono nutrirsi facilmente e si riuniscono in superficie smuovendo l'acqua e producendo schizzi e spruzzi.

La carpa è uno dei pesci d'acqua dolce più insidiati dai pescatori sportivi, attratti sia delle dimensioni significative che questa specie può raggiungere, sia dalla strenua resistenza che oppone alla cattura.

Per insidiare questa specie è particolarmente diffusa la tecnica della pesca a fondo che, quando viene impiegata in modo specifico per questa specie, prende il nome di carpfishing. Il carpfishing impiega una grande varietà di esche, generalmente vegetali, le quali vanno dal mais, alle più moderne boiles. Viene anche pescata a galleggiante, all'inglese, persino a spinning, utilizzando piccole esche siliconiche.

Risulta spesso determinante abituare il pesce alla nuova esca, gettandone in buona quantità nel luogo che s'impiegherà alla pesca, qualche giorno prima della battuta.

In Italia e in Occidente, ai giorni nostri, data qualità poco pregiata delle carni, gli esemplari di Carpa una volta catturati, vengono spesso liberati. La cattura a scopo alimentare di questa specie era diffusa fino alla prima metà del ‘900, soprattutto nelle regioni del nord Italia.

Image
Salată de icre
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Carpa cucinata in foglie di banano (Indonesia)

Le carni della carpa sono buone, sapide, ricche di grassi insaturi. Il sapore è fortemente influenzato dall'ambiente in cui vive[7].

In Italia il consumo di carpa è specifico di alcune realtà gastronomiche locali, in particolare delle aree del nord del paese distanti dal mare e quindi tradizionalmente legate ai pesci d'acqua dolce (ad esempio le risaie tra Piemonte e Lombardia). La carpa avrebbe anche dato il nome ad un modo per cucinare e conservare il cibo con l'uso di aceto aromatizzato detto appunto carpione, utilizzato oltre che per il pesce anche per altri cibi come bistecchine di pollo o vitello, zucchine etc...[8].

Anche in molte altre parti del mondo le carni della carpa sono apprezzate e il loro utilizzo come alimento è parecchio diffuso; ad esempio in Europa centrale e orientale è regolarmente consumata, ma soprattutto in Estremo Oriente è largamente utilizzata per scopi alimentari, tanto da essere uno dei pesci maggiormente allevati nell'acquacoltura cinese.

Rinomata è la «Peitzer Karpfen», allevata nello stato del Brandeburgo, in Germania. Questa varietà fu sviluppata nel territorio di Peitz da un funzionario pubblico di nome Kuhnert alla fine del XIX secolo e che costituisce da allora una razza pura.

L'incrocio tra le specie galiziana, Holstein landrace e Lusaziana, ha prodotto una varietà caratterizzata da rapida crescita, ottima resistenza alle malattie ed alle condizioni atmosferiche avverse, nonché da un elevato contenuto di carne di sapore gradevole.[9]

Le uova di carpa (o a volte quelle di aringa) sono alla base della salată de icre, letteralmente "insalata di uova di pesce". Si tratta di una specialità romena che viene solitamente consumata spalmandola sul pane.[10]

Allergie alimentari

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Image Lo stesso argomento in dettaglio: Allergia alimentare.

Per la presenza della parvalbumina, una proteina, la carpa può essere causa di allergia alimentare[11][12][13] anche grave.

Si distinguono tre varietà di carpa comune più altri due tipi di carpa assai rare:

  • comune o regina : con corpo completamente ricoperto di scaglie (raggiunge i 30 kg ed oltre).
  • specchio: con presenza di rade e grosse scaglie (di rado, ma può superare i 38 kg)
  • cuoio: completamente priva di scaglie (non supera i 20 kg);
  • carpa koi: carpa colorata utilizzata a scopo ornamentale in laghetti da giardino, molto popolare in Giappone;
  • fully scaled mirror: varietà molto rara, si distingue per le squame molto grosse dislocate in ordine sparso su tutto il corpo (non supera i 20 kg);
  • linear carp: variante rara della carpa a specchio, si riconosce per la lunga linea di grosse squame che attraversa il corpo (non supera i 20 kg);

Acquariofilia

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La varietà colorata "koi" viene allevata e riprodotta con successo in grandi acquari e nei laghetti ornamentali.

Galleria d'immagini

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  1. Cyprinus carpio, su fishbase.de. URL consultato il 20 dicembre 2025.
  2. Cyprinus carpio, su marinespecies.org. URL consultato il 20 dicembre 2025.
  3. Decreto Ministeriale n° 175216 del 16 aprile 2025 - Modalità di attribuzione delle denominazioni in lingua italiana delle specie ittiche di interesse commerciale, su masaf.gov.it. URL consultato il 20 dicembre 2025.
  4. Eugene K. Balon, Origin and domestication of the wild carp, Cyprinus carpio: from Roman gourmets to the swimming flowers, in Aquaculture, vol. 129, n. 1-4, 1995-01, pp. 3-48, DOI:10.1016/0044-8486(94)00227-f. URL consultato il 25 gennaio 2021.
  5. Richard Hoffmann, An Environmental History of Medieval Europe, Cambridge University Press, pp. xviii–xviii, ISBN 978-1-139-05093-7. URL consultato il 23 giugno 2021.
  6. Alessandro Minelli, Il grande dizionario illustrato degli animali, Firenze, Edizioni primavera, 1992, p. 83, ISBN 8809452445.
  7. Poma M.P., Bocchi G.D. (1987). Come cucinare il pesce d'acqua dolce. Editoriale Olimpia..
  8. Luigi Bruni, Il manuale dell'abbinamento cibo-vino: storia, tecniche di degustazione, ricette. Con esercitazioni e schede di analisi sensoriale, Hoepli, 2015.
  9. Pubblicazione di una domanda di registrazione di un nome ai sensi dell’articolo 50, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari, su eur-lex.europa.eu.
  10. ROMANIAN FISH ROE DIP-SALATA DE ICRE, pagina web di Denni Engelen su www.notonlycooking.com (consultato nel settembre 2014)
  11. (EN) G.M. Liu et al., Purification andcharacterization of parvalbumins from silver carp (Hypophthalmichthy molitrix), in J Sci Food Agric, vol. 90, n. 6, 2010, pp. 1034-40, PMID 20355144.
  12. (EN) D.G. Ebo et al., Monosensitivity to pangasius and tilapia caused by allergens other than parvalbumin, in J Investig Allergol Clin Immunol, vol. 20, n. 1, 2010, pp. 84-8, PMID 20232779.
  13. (EN) M.F. Jeebhay, Cartier, A., Seafood workers and respiratory disease: an update, in Curr Opin Allergy Clin Immunol, vol. 10, n. 2, 2010, pp. 104-13, PMID 20179585.
  • Stefano Porcellotti, Pesci d'Italia, Ittiofauna delle acque dolci, Edizioni PLAN, 2005
  • S. Zerunian, Condannati all'estinzione? Biodiversità, biologia, minacce e strategie di conservazione dei pesci d'acqua dolce indigeni in Italia, Edagricole, 2002
  • S. Bruno e S. Maugeri, Pesci d'acqua dolce, atlante d'Europa, Mondadori, 1992
  • (EN) M. Kottelat & J. Freyhof, Handbook of European Freshwater Fishes, Publications Kottelat, Cornol (CH), 2007

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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