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Filippo di Maiorca

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Filippo di Maiorca
Reggente di Maiorca
In carica1324 
1329
PredecessoreSancho I
SuccessoreGiacomo III
Nome completoFilippo di Giacomo
Altri titoliabate della Chiesa di San Paolo di Narbona
NascitaPerpignano, 1288
MorteNapoli, 1343
Casa realeAragona di Maiorca
PadreGiacomo II
MadreEsclarmonde di Foix

Filippo (Perpignano 1288Napoli, 1343) fu un principe del Regno di Maiorca, abate della Chiesa di San Paolo di Narbona e reggente del regno di Maiorca per conto del nipote Giacomo III.
Personalità mistica e difensore della povertà della Chiesa, fu protettore degli Spirituali prima e poi dei Fraticelli.

Filippo, secondo la Cronaca piniatense[1] era il figlio maschio ultimogenito del re di Maiorca, conte di Rossiglione e di Cerdagna e signore di Montpellier Giacomo II (el quarto filo del dito rey Don Jayme de Mallorquas huvo nombre don Phelip" as the four sons of Jaime King of Mallorca, stating that Felipe qui fué santo hombre et murió devotament estando freyre Menor)[2], e di Esclarmonde di Foix, che secondo The chronicle of Muntaner era figlia del conte di Foix, Ruggero IV (daughter of the count of Foix was called my Lady Esclaramunda)[3] e della moglie, Brunisenda di Cardona (come conferma la Chroniques romanes des comtes de Foix Ruggero IV aveva sposato Brunisenda di Cardona[4])[5][6].
Giacomo II di Maiorca, secondo la Crónica de San Juan de la Peña era figlio del re d'Aragona, di Valencia e Maiorca e conte di Barcellona, Gerona, Osona, Besalú, Cerdanya e di Rossiglione, signore di Montpellier e Carladès Giacomo I il Conquistatore e di Violante, figlia del re di Ungheria Andrea II e della principessa di Costantinopoli Iolanda di Courtenay[7].

Mentre suo padre veniva spogliato del suo regno da parte del nipote Alfonso III di Aragona (negli anni 1286-1298), il giovane Filippo passò gli anni della sua infanzia in Francia e secondo la Gran enciclopedia catalana fu educato alla corte francese[8]: non essendo il primogenito, era destinato agli studi. A Parigi studiò arti liberali e teologia insieme a suo fratello Giacomo (il primogenito, che però rinunciò alla corona nel 1299 per farsi frate francescano[9]). Proprio durante gli anni di studio a Parigi, secondo il Diccionario biográfico español, Real Academia de la Historia mostrò una spiccata vocazione religiosa[10] e, nel 1302 (a quattordici anni) Filippo maturò la decisione di entrare nell'ordine dei Frati Predicatori[8][10], che abbandonò molto presto, per intraprendere la carriera ecclesiastica[8][10], e ben presto divenne canonico a Parigi[8] e tesoriere di San Martino di Tours[10] e abate della Chiesa di San Paolo di Narbona[8][10].

Suo padre, Giacomo II, morì a Palma di Maiorca, il 29 maggio 1311, e sul tron gli succedette col nome di Sancho I di Maiorca, suo fratello, il secondogenito Sancho, come riporta lo storico e genealogista spagnolo, Jaime de Salazar y Acha, nel suo Las Dinastías Reales de España en la Edad Media[11].

Sempre nel 1311, Filippo conobbe ad Avignone Angelo Clareno, l'ex-superiore dei francescani zelanti affiliati agli Eremiti di Celestino V e, dopo la morte di Pietro di Giovanni Olivi, egli stesso guida degli Spirituali[8][10].

Il giovane considerò allora di entrare, come suo fratello, nell'ordine dei Frati Minori, ma rimase fortemente deluso dalla corrente allora maggioritaria nell'ordine, la cosiddetta Comunità. Quei francescani erano, a parere di Filippo, infedeli al primitivo ideale dell'ordine e si erano convertiti in persecutori dei veri custodi della povertà francescana, gli Spirituali. Alla fine, Filippo si affiliò al Terz'ordine francescano, si obbligò con un voto ad osservare la Regola e il Testamento di san Francesco in tutto il loro rigore e si circondò, nella sua corte di Maiorca, di religiosi e beghini animati dallo stesso zelo. Raimondo Lullo, in un suo opuscolo sul Natale (De natali parvuli pueri Iesu) definisce il principe "illustris, devotus et humilis".

Filippo fu ricordato nel testamento di sua madre, Esclarmonda (Sclarmunda…regina Majoricæ), datato 24 marzo 1312, in cui gli assicurò un lascito (Philippo Thesaurario sancti Martini Turonensis…nostro…filio), riportato nel Tome III dello Spicilegium[12].

Ricevette dai papi molti titoli e benefici[8][10]: oltre che abate secolare dell'abbazia di San Paolo a Narbonne, prevosto di Bages, canonico ad Elne, Parigi, Tournai, Beauvais, Barcellona e Maiorca.

Nel 1313 Clareno passò cinquanta giorni alla corte del principe Filippo a Maiorca. Da allora, l'amicizia tra i due si fece ogni giorno più profonda, tanto che Clareno arrivò ad essere per Filippo un consigliere imprescindibile, e a lui si debbono senza dubbio le posizioni sempre più estremiste nella religiosità del principe. Fu sicuramente per sottrarlo a questa influenza e per evitare che fosse totalmente conquistato dalle idee di Clareno, che il papa Giovanni XXII offrì a Filippo nel 1317 la diocesi di Mirepoix, alla quale egli rinunciò, così come l'anno precedente aveva rinunciato all'arcivescovado di Tarragona[8][10]. Clareno si congratulò vivamente con Filippo per queste decisioni.

Il papa ottenne per lo meno che Filippo intervenisse come pacificatore, in quello stesso anno, nei dissensi sorti tra la Corona d'Aragona e il Regno di Maiorca[8], e per questo motivo Filippo scrisse ai due sovrani una lettera piena di amarezza, di disprezzo per le realtà mondane e di attese apocalittiche.

Alla morte di suo fratello, il re Sancho I di Maiorca, nel 1324 Filippo venne nominato reggente per il nipote Giacomo III di Maiorca (figlio del fratello di Filippo e Sancho, Ferdinando, e nominato erede da Sancho prima che questi morisse senza lasciare discendenti diretti). La nomina a erede del piccolo Giacomo suscitava già da tempo, però, le ire del re di Aragona Giacomo II, che pretendeva per sé il regno di Maiorca alla morte di Sancho. La guerra venne evitata da papa Giovanni XXII: venne deciso che Giacomo II d'Aragona avrebbe rinunciato ad ogni pretesa successoria in cambio dell'impegno di Giacomo III di Maiorca ad aiutare la Corona d'Aragona nella conquista della Sardegna[10].

Messo provvisoriamente alla guida del regno, Filippo fu costretto a rispettare questo accordo, nonostante ciò comportasse per la popolazione il pagamento di ingenti tasse per far fronte alle spese di guerra. Il Paese subì così una dura crisi finanziaria. Oltre a questi motivi, dovettero essere anche il pessimismo, l'isolamento e l'atteggiamento disilluso di Filippo, ad attirare contro di lui scontenti e denunce, che sfociarono anche in una rivolta guidata dai conti di Foix e del Comminges[8].

Filippo pensò anche che i rapporti con il ramo principale della Casa di Aragona andassero comunque rafforzati attraverso un'unione matrimoniale: il piccolo Giacomo venne quindi fidanzato il 24 settembre 1325 all'infanta Costanza d'Aragona, figlia del futuro re Alfonso il Benigno[13].

Nell'estate del 1329 Filippo, pur abbandonando il titolo di reggente, rimase accanto a Giacomo III, come tutore[10] e solo, nel 1335, con il riconoscimento della maggiore età di Giacomo, lasciò la corte di Maiorca, troncò i rapporti col papa e si ritirò a Napoli[8], alla corte di sua sorella Sancha. Da qui rinunciò a tutti i suoi benefici ecclesiastici, visse nella più radicale povertà assieme ai suoi discepoli, che si chiamavano "Fratelli di Filippo di Maiorca"[8]. A Maiorca rimaneva il suo circolo, vivace e austero, di beghini, in contatto con i fraticelli diffusi in Italia e in Provenza. Ancora nel 1362, durante il processo dell'Inquisizione contro Luigi di Durazzo accusato di essere protettore dei Fraticelli, un testimone dichiarò che una setta di seguaci di Clareno si chiamava "Fratelli di Filippo di Maiorca".

In una sua predica tenuta a Napoli, Filippo attaccò apertamente il papa, accusandolo di essere il persecutore dei veri seguaci del Vangelo. Alla morte di Clareno, nel 1337, Filippo esercitò un ruolo di guida di questi "zelanti" francescani dell'Italia meridionale. In una lettera al cognato Roberto I di Napoli, il papa Giovanni XXII definiva Filippo un ribelle notorio e impenitente, capo di una setta condannata che annoverava al suo interno dei veri eretici.

Filippo si mantenne, comunque, irriducibile. Morì tra 1340 e 1343 e molto probabilmente, nei suoi ultimi giorni di vita venne a conoscenza che il re d'Aragona, Pietro il Cerimonioso, aveva incorporato il regno di Maiorca nella corona d'Aragona[10].

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Pietro II d'Aragona Alfonso II d'Aragona  
 
Sancha di Castiglia  
Giacomo I d'Aragona  
Maria di Montpellier Guglielmo VIII di Montpellier  
 
Eudocia Comnena  
Giacomo II di Maiorca  
Andrea II d'Ungheria Béla III d'Ungheria  
 
Agnese d'Antiochia  
Iolanda d'Ungheria  
Iolanda di Courtenay Pietro II di Courtenay  
 
Iolanda di Fiandra  
Filippo di Maiorca  
Ruggero Bernardo II di Foix Raimondo Ruggero di Foix  
 
Filippa di Moncada  
Ruggero IV di Foix  
Ermesinda di Castelbon Arnaldo di Castelbon  
 
Arnalda di Caboet  
Esclarmonde di Foix  
Raimondo Folch IV de Cardona Guglielmo I de Cardona  
 
 
Brunisenda di Cardona  
Agnese di Tarroja  
 
 
 

Fonti primarie

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Letteratura storiografica

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Voci correlate

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Collegamenti esterni

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Controllo di autoritàVIAF (EN) 220652030 · GND (DE) 189568259 · BNE (ES) XX5451005 (data)