Perledo
| Perledo comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Fabio Festorazzi (lista civica) dal 5-6-2016 |
| Territorio | |
| Coordinate | 46°01′N 9°18′E |
| Altitudine | 395 m s.l.m. |
| Superficie | 13,68 km² |
| Abitanti | 830[1] (31-12-2025) |
| Densità | 60,67 ab./km² |
| Frazioni | Bologna, Cestaglia, Gisazio, Gittana (con Riva di Gittana), Regoledo, Regolo, Tondello, Vezio con Caravino, Olivedo, Portone, Panighetto e Campallo |
| Comuni confinanti | Bellano, Esino Lario, Parlasco, Varenna e mediante il lago con Menaggio (CO) e San Siro (CO) |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 23828 |
| Prefisso | 0341 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 097067 |
| Cod. catastale | G456 |
| Targa | LC |
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa)[2] |
| Cl. climatica | zona E, 2 630 GG[3] |
| Nome abitanti | Perledesi |
| Patrono | Martino di Tours |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Perledo (Perlée in dialetto comasco-lecchese[4], AFI: [perˈleːe], e già Monte di Varenna fino al 1757)[5] è un comune italiano di 830 abitanti[1] della provincia di Lecco in Lombardia. È localizzato sulla sponda orientale del Lago di Como. Il nucleo abitato di Perledo dista circa 3 km da Varenna.
Geografia fisica
[modifica | modifica wikitesto]Il territorio comunale di Perledo si estende sulla sponda orientale del Lago di Como, in provincia di Lecco, con un profilo altimetrico molto articolato che varia indicativamente da circa 200 a oltre 1300 m s.l.m. Tale conformazione è tipica dell’area prealpina lariana e determina una netta differenziazione tra la fascia lacustre e i settori montani interni.
Dal punto di vista morfologico il territorio è caratterizzato da pendii ripidi, terrazzi naturali e rilievi che si sviluppano verso l’entroterra, in continuità con il sistema montuoso delle Grigne. Tra le principali elevazioni ricadenti o prossime al territorio comunale si segnalano il monte Sant’Ambrogio, il monte San Defendente e il monte Fopp, che contribuiscono a definire il paesaggio collinare e montano dell’area.
L’idrografia è rappresentata da corsi d’acqua a carattere torrentizio. Il principale è il torrente Esino, che attraversa la Val d'Esino e sfocia nel Lago di Como nel territorio comunale di Perledo.
Una parte significativa del territorio comunale rientra nell’area del Parco della Grigna Settentrionale, istituito per la tutela dell’ambiente montano, della biodiversità e degli aspetti geologici e paesaggistici delle Grigne. Il territorio presenta inoltre elementi di interesse geologico e paleontologico, documentati da ritrovamenti fossili che hanno contribuito alla conoscenza scientifica dell’area lariana e prealpina.
Origine del nome
[modifica | modifica wikitesto]Il toponimo Perledo è generalmente ricondotto a un’etimologia di origine lombarda. Secondo l’ipotesi più accreditata, deriverebbe dal termine dialettale perlo, indicante il pero selvatico o “pero cervino”, a sua volta dal latino pirulus, con l’aggiunta del suffisso collettivo -etum, usato per indicare un luogo caratterizzato dalla presenza diffusa di una determinata specie vegetale.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Le origini dell’abitato di Perledo sono documentate in epoca altomedievale e risultano strettamente legate alla storia della sponda orientale del Lago di Como e della Valsassina.
Prima menzione nel 769
[modifica | modifica wikitesto]La prima attestazione documentaria di Perledo risale al 769, anno in cui il toponimo compare in fonti relative al territorio dipendente da Varenna. In questa fase l’insediamento era un piccolo villaggio rurale, inserito nel sistema amministrativo ed ecclesiastico della pieve di Varenna.[6] Nel XII secolo si verificò lo smembramento dell’antica pieve, che comprendeva, oltre a Perledo, gli abitati di Regoledo, Bologna, Gisazio, Gittana, Regolo, Tondello, Vezio ed Esino Lario. Tali comunità rimasero tuttavia legate, sotto il profilo territoriale e sociale, all’area della Valsassina. Nella successiva riorganizzazione dei possessi, il Castello di Vezio rimase sotto la giurisdizione di Varenna.
Dal dominio signorile al Ducato di Milano
[modifica | modifica wikitesto]Nel tardo medioevo il territorio di Perledo, noto anche come Monte di Varenna, fu soggetto alle principali signorie lombarde. Passò dapprima sotto il controllo dei Della Torre e successivamente dei Visconti. Nel 1395 entrò a far parte del Ducato di Milano, rimanendo formalmente inserito nell’orbita del Sacro Romano Impero.
Età moderna e contemporanea
[modifica | modifica wikitesto]Nel corso dell’età moderna Perledo mantenne una struttura prevalentemente rurale, con un’economia basata sull’agricoltura, la pastorizia e le attività legate al territorio montano e lacustre. L’assetto insediativo e viario si consolidò progressivamente intorno ai nuclei storici delle frazioni. In epoca contemporanea il territorio comunale è stato occasionalmente interessato da eventi legati ai conflitti del XX secolo. Nel 2013 sono stati rinvenuti due ordigni inesplosi risalenti alla seconda guerra mondiale nei pressi della strada del monte Sant’Ambrogio, successivamente messi in sicurezza dalle autorità competenti.[7]
Simboli
[modifica | modifica wikitesto]Lo stemma comunale di Perledo è descritto come segue:
Il gonfalone è costituito da un drappo partito di bianco e di azzurro. Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 29 luglio 1993.[8] Lo stemma attuale riprende un più antico emblema documentato nella Raccolta Araldica Vallardi. In precedenza il Comune utilizzava un simbolo raffigurante la corona ferrea, in riferimento a una tradizione leggendaria che collega Perledo alla figura della regina Teodolinda, priva tuttavia di riscontri storici documentati.[9]
Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica | modifica wikitesto]Architetture religiose
[modifica | modifica wikitesto]- Chiesa di San Martino, citata come parrocchia già alla fine del XIII secolo e originariamente costruita in stile romanico (probabilmente sul finire XI secolo), il quale sopravvive ancora nella parte inferiore del campanile[10] [11].
- Chiesa di San Giovanni Battista a Regolo, di fondazione antica ma ricostruita nel XVII secolo.[12]
- Chiesa dei Santi apostoli Pietro e Paolo a Tondello
- Chiesa di San Bernardo a Bologna, del 1419 con pala d'altare del 1609 di Giovanni Battista Fumeo (una Madonna col Bambino e i Santi Taddeo e Bernardo che cacciano il demonio).[13] All'interno anche una statua di San Mauro e Sant'Antonio.
- Chiesa di Gittana (oratorio sotto il titolo dell'Annunciazione della Beatissima Vergine Maria e quelli della Natività della Beata Maria Vergine)
- Chiesa di Sant'Antonio abate a Vezio, rifondata nel 1570, conserva un affresco del 1458[14] (un trittico raffigurante una Madonna col Bambino, fra i santi Martino e Antonio[15])
- Oratorio di Santa Lucia a Perledo
- Chiesa di Santa Maria Maddalena a Gisazio del 1596. La pala con la Santa titolare è stata riferita a Giovanni Battista Fumeo.[16]
- Chiesa di San Lorenzo a Regoledo, all'interno una statua di San Fermo ed una pala seicentesca con la Madonna col Bambino di Giovanni Battista Fumeo, pittore di Regoledo.
- Chiesa di Campallo (chiamata anche oratorio della Beata Vergine di Caravaggio e anche Santuario della Madonna di Caravaggio)[17]
- Chiesa di Agueglio (chiamata anche Sacrario degli Alpini)
- Chiesa di Sant'Ambrogio (rudere nella frazione di Bologna)
- Oratorio di Santa Maria Elisabetta a Portone
- Ex oratorio alpestre di Sant'Eustachio al Monte di Albiga
- Cappella della Madonna di Lourdes annessa all'Asilo Milena e Donato Greppi
- Santuario della Beata Vergine delle Grazie (Gittana)[18]
Cimiteri
[modifica | modifica wikitesto]- Cimitero di Perledo (frazione Tondello)
- Cimitero di Gittana (frazione Gittana)
- Cimitero di Vezio (frazione di Vezio)[19]
- Ossario annesso alla Chiesa di Perledo
- Chiesa di Regoledo
- Chiesa di Agueglio
- Chiesa di Regolo
- Chiesa di Vezio
- Chiesa di Campallo
- Chiesa di Tondello
- Chiesa di Santa Lucia (Perledo)
- Chiesa di Bologna
- Chiesa di Gittana
- Chiesa di Gisazio
- Chiesa di Sant'Ambrogio (Bologna)
- Chiesa di Portone
- Chiesa di Perledo
Architetture militari
[modifica | modifica wikitesto]Castello di Vezio. Nella frazione di Vezio è presente una fortificazione impropriamente chiamata castello costituita da un muro di cinta, una torre centrale con una scala interna in ferro, un ponte levatoio ed una torre più piccola sul lato sud. Sotto la torre sono presenti dei cunicoli, che sarebbero stati utilizzati durante la seconda guerra mondiale. Il luogo è di proprietà privata (famiglia Greppi). È visitabile dai turisti previo pagamento di un biglietto di accesso (gratuito per i residenti).
L'abitato di Vezio, all'inizio della sua esistenza, doveva essere un insediamento ligure-celtico, se non addirittura etrusco, sopraffatto dall'altro ceppo nel corso delle trasmigrazioni di popoli transalpini succedutesi dal VI al II secolo a.C.
L'arrivo di questi ultimi e le scorrerie che ne seguirono obbligarono gli indigeni o ad assoggettarsi ai nuovi venuti o a spostarsi verso zone meno ospitali, quali potevano essere le vallate prealpine. Di questo ne parlano Plinio[Quale?], su testimonianza di Catone, e Polibio nei suoi commentari sulla calata dei Galli; questi ultimi, a loro volta, nel 196 A.C., furono cacciati dalle legioni romane di Claudio Marcello assieme agli alleati orobici, insubri e cenomani, e furono costretti a ripiegare nelle terre d'origine o a rifugiarsi in quelle poche località sotto le Alpi dove già fiorivano comunità celtiche, passate dal nomadismo all'attività silvo-agricolo-pastorale.[20]
Le frazioni di Bologna e Regolo ospitano alcune case-forte risalenti all'epoca dei Visconti.[11]
- Panorama dal Castello di Vezio
- Veduta del Castello di Vezio
- Torre del Castello di Vezio
- Vista lontana
Architetture civili
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Mulino
[modifica | modifica wikitesto]Una delle architetture civili più interessanti, non più in funzione ma recentemente valorizzato con finalità turistiche e culturali, è l'antico mulino nei pressi del torrente Esino, sul sentiero del Viandante in località Campallo. Edificato nel XVI secolo per servire la comunità di Perledo nella produzione di farine, specie di grano saraceno e di castagne, in funzione sino al dopoguerra.[21]
Lavatoi
[modifica | modifica wikitesto]Nati per soddisfare le esigenze di una popolazione di tipo agricolo, nel corso del XX secolo i lavatoi, distribuiti su tutto il territorio, sono stati luogo privilegiato per tessere relazioni sociali a testimonianza di una comunità fondata sulle relazioni umane.
- Lavatoio di Perledo
- Lavatoio di Pozzallo (Perledo)
- Lavatoio di Bologna
- Lavatoio di Cestaglia
- Lavatoio di Gittana (Masna)
- Lavatoio di Gittana (per andare a Riva di Gittana)
- Lavatoio di Regolo
- Lavatoio di Tondello
- Lavatoio di Vezio
- Lavatoio di Tondello
- Lavatoio di Cestaglia
- Lavatoio di Bologna
- Lavatorio di Regolo
- Lavatoio di Perledo
Altro
[modifica | modifica wikitesto]- Monumento ai caduti della Prima guerra mondiale di Gittana
- Monumento dei Caduti e dispersi della Seconda guerra mondiale di Perledo, posto in piazza della Libertà
- Monumento ai caduti delle due guerre mondiali, posto nei pressi del sacrario degli Alpini di Agueglio
- Targa caduti prima guerra mondiale
- Monumento dei caduti della Seconda guerra mondiale
- Agueglio. Monumento ai caduti delle due guerre mondiali
Aree naturali
[modifica | modifica wikitesto]- Bosco delle streghe, a 500 m sul livello del mare e a 3 chilometri dal comune
- Funtana de Isen, a 700 m sul livello del mare e a 4 chilometri dal comune
- La Scalòta, una scala ricavata nella roccia che costituisce parte dell'itinerario che congiunge a piedi le frazioni di Regoledo e Portone.
- Scalota
- Funtana de Isen
Società
[modifica | modifica wikitesto]Evoluzione demografica
[modifica | modifica wikitesto]- 565 nel 1597[24]
- 862 nel 1771[25]
- 835 nel 1805
- 1 090 nel 1853
- annessione a Varenna nel 1928[26]
- 1 012 nel 2012[27]
Abitanti censiti[28]

Etnie e minoranze straniere
[modifica | modifica wikitesto]Al 1º gennaio 2018 gli stranieri residenti a Perledo con regolare permesso di soggiorno erano 67, pari a circa il 7,3% della popolazione e le due nazionalità più rappresentate[29]
Lingue e dialetti
[modifica | modifica wikitesto]Oltre alla lingua italiana si parla il dialetto lecchese della lingua lombarda.
Religione
[modifica | modifica wikitesto]La principale confessione religiosa a Perledo è quella cattolica. La liturgia differisce da quella tipica della maggior parte del mondo cattolico in quanto si segue il rito ambrosiano, come in buona parte dell'arcidiocesi di Milano che prevede, tra le altre particolarità, l'adozione di un lezionario, un messale e un calendario liturgico differenti da quelli del rito liturgico romano.
Istituzioni, enti e associazioni
[modifica | modifica wikitesto]In frazione Bologna, si segnala la presenza storica dell'ex Collegio San Carlo.
Cultura
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Biblioteca
[modifica | modifica wikitesto]La Biblioteca Civica di Perledo ha sede presso il Municipio. La biblioteca è punto prestito del sistema bibliotecario della Provincia di Lecco.
Perleidus - piccolo museo
[modifica | modifica wikitesto]Il Museo di Perledo, noto come Perleidus - piccolo museo, è un museo diffuso e virtuale attivo dal 2019. Il progetto di creazione di un piccolo museo per il territorio comunale è stato avviato l'11 novembre 2019; al momento l'istituzione opera prevalentemente online ed è priva di una sede espositiva.[30][31]
Il museo è stato descritto dalla stampa specializzata come un «museo diffuso virtuale» del comune di Perledo, privo di museo fisico, che valorizza l’ambiente naturale e le testimonianze storiche tramite un sito Internet e un bollettino digitale, impiegati anche come strumenti di ricerca storica e divulgazione.[31][32][33][34]
Il museo cura inoltre il progetto di catalogazione delle edicole votive del paese, confluito nella pubblicazione Le Edicole Votive di Perledo. Cappelle, cappellette e altri segni di devozione popolare, che raccoglie le schede e le fotografie delle edicole censite nei primi anni di attività del piccolo museo, edita in formato digitale e cartaceo.[35][36]
Attraverso i numeri del proprio bollettino digitale, Perleidus ha dedicato approfondimenti a diversi aspetti della storia locale, tra cui la località di Olivedo e l’evoluzione della stazione ferroviaria di Varenna-Perledo, con riferimenti a ritrovamenti archeologici e alla toponomastica storica,[37] nonché alle radici storiche e culturali dell’emigrazione dalla Val d’Esino e al cosiddetto turismo delle radici sul Lago di Como.[38] Nei bollettini compaiono anche contributi dedicati, tra l’altro, all’araldica familiare, alla memoria dei conflitti e alla storia sociale del territorio perledese.[39]
Cucina
[modifica | modifica wikitesto]La cucina locale si è formata nei secoli sulla base delle risorse alimentari del territorio, essenzialmente legati all'attività della pesca di lago e la pastorizia alpina e all'agricoltura. Il nucleo principale di questo tipo di cucina è proprio il pesce d'acqua dolce, che fornisce la base per alcuni piatti tipici: il riso bollito o il risotto al pesce persico, il lavarello in "carpione" (cioè fritto e marinato in aceto con l'aggiunta di cipolla e timo selvatico), la frittura di alborelle e i famosi misultin, o missultitt (agoni autoctoni, privati delle interiora, salati, essiccati all'aria aperta, poi grigliati e mangiati con la polenta). Proprio la polenta è la regina della tavola. Qui è ottenuta mischiando e cuocendo farina di mais e di grano saraceno. Accompagna non solo il pesce, ma anche le carni, la cacciagione, i formaggi, gli insaccati. Tra gli altri piatti a base di pesce, la trota, l'anguilla, il cavedano, il lucioperca, la bottatrice, il triotto, il pigo presenti nel lago di Como.
I Crotti sono le trattorie caratteristiche del Lago di Como. Si tratta di ambienti ricavati in parte da anfratti naturali - il nome è una variante dialettale di grotta - che una volta venivano utilizzati come celle frigorifere per la conservazione dei prodotti quali vino, formaggi e salumi. Successivamente, in molti casi, si costruì sopra o a lato una saletta: spazi talvolta modesti o vere e proprie osterie, ristoranti o alberghi a rendere più ampi e confortevoli i crotti, pur rimanendo fedeli alla loro anima rustica dal fascino unico ideali per immergersi nella tradizione culinaria del territorio.
Geografia antropica
[modifica | modifica wikitesto]Frazioni
[modifica | modifica wikitesto]- Perledo (frazione capoluogo)
- Bologna a 2 chilometri dal comune.
- Cestaglia a 3 chilometri dal comune.
- Gisazio a 4 chilometri dal comune.
- Gittana a 4 chilometri dal comune.
- Riva di Gittana a 5 chilometri dal comune.
- Regoledo a 2 chilometri dal comune.
- Regolo a 1 chilometro dal comune.
- Tondello a 0,5 chilometri dal comune.
- Vezio a 3 chilometri dal comune.
- Olivedo a 3 chilometri dal comune.
- Portone a 6 chilometri dal comune.
- Panighetto a 6 chilometri dal comune.[40]
Altre località del territorio
[modifica | modifica wikitesto]- Campallo a 1 chilometro dal comune[41]
- Caravino a 3 chilometri dal comune[42]
- Agueglio a 6 chilometri dal comune[43]
- Albiga a 7 chilometri dal comune[44]
- Pegnino a 6 chilometri dal comune
- Selva, a 600 m sul livello del mare e a 1 chilometro dal comune.
- Abitato di Perledo
- Abitato di Olivedo
- Abitato di Vezio
- Abitato di Regolo
- Abitato di Gisazio
- Abitato di Gittana
- Abitato di Pegnino
- Vista da Croce Monte Fopp
Economia
[modifica | modifica wikitesto]Agricoltura
[modifica | modifica wikitesto]Olio d'oliva di Perledo
[modifica | modifica wikitesto]- Oliveto a Perledo
- Potatura degli olivi
- Raccolta delle olive con le reti
- Raccolta manuale delle olive

Prodotti tipici storicamente presenti sono l'olio lombardo d'oliva extravergine a cui sono dediti ancora oggi alcune aziende agricole locali, sia nella produzione che nella commercializzazione del prodotto.[45]
Sul territorio è presente il marchio "Olio di Perledo" che soddisfa la denominazione di origine protetta (DOP) Olio dei Laghi Lombardi Lario.[46]
Nel maggio 2015 l'Olio di Perledo è divenuto un marchio riconosciuto dal Ministero dello Sviluppo Economico, come marchio collettivo di qualità.[47]
Altri prodotti dell'agricoltura
[modifica | modifica wikitesto]Recentemente si è assistito ad un ritorno alle tradizioni agricole proprie di Perledo e con queste ripristinate alcune produzioni tipiche di agricoltura biologica come miele, frutta e verdura.
Artigianato
[modifica | modifica wikitesto]Nello Strumento Urbanistico comunale, in località Campallo, è identificata una zona privilegiata per gli insediamenti artigianali e vi hanno trovato sede diverse realtà imprenditoriali del territorio nella lavorazione del legno, nella produzione di saracinesche, nel campo edile e termoidraulico.
Servizi
[modifica | modifica wikitesto]Tra le attività più importanti e significative del territorio di Perledo vi è l'opera dell'Istituto Sacra Famiglia, distaccamento della Fondazione Istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone Onlus. La struttura è dislocata a Regoledo, frazione del comune, e sorge in una struttura che un tempo era Istituto Climatico di pregio. Oltre ad ospitare persone con disabilità da giugno 2017 accoglie al proprio interno in un appartamento 6 richiedenti asilo nell'ambito di un progetto Sprar.[48] Nell'abitato di Perledo dal 1909 è presente un asilo.[49]
Reddito medio per abitante
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2011 il reddito medio per abitante è stato pari a 13784 €[50]
Infrastrutture e trasporti
[modifica | modifica wikitesto]Oltre al lago di Como, tradizionale via di comunicazione con traghetti e battelli che partono da Varenna e che attraversano il lago, Perledo usufruisce della viabilità realizzata lungo la sponda destra dello stesso, denominata strada provinciale 72 che conduce a Bellano e interessa le frazioni di Olivedo e Riva di Gittana. All'altezza della foce del torrente Esino, in località Olivedo si accede alla strada provinciale 65, che porta a Cortenova passando per Esino Lario e Parlasco. A Parlasco la strada provinciale 65 si interseca con la strada provinciale 73, mentre a Cortenova al SP 65 si interseca con la strada provinciale della Valsassina 62, a conclusione del Passo Agueglio (1142 m s.l.m.) permettendo così il collegamento con la Valsassina.

Tale itinerario, in una chiave di marketing territoriale, è stato rinominato Scenic Route 65, sul modello delle strade panoramiche statunitensi, per valorizzare la particolare vista che si può avere nei vari punti del percorso.[51]
Non vi sono invece uscite a Perledo per la strada statale 36 che unisce la Valtellina a Cinisello Balsamo ed è necessario prendere l'uscita di Bonzeno, frazione di Bellano, quindi proseguire sulla strada provinciale 62 in direzione Bellano centro per 2 km e imboccare la strada provinciale 72 in direzione Lecco per altri 4 km.
La Stazione di Varenna-Esino-Perledo, posta sulla Lecco-Sondrio, è servita da treni regionali di Trenord nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Lombardia. Un secondo impianto ferroviario, la fermata di Regoledo, soppresso nella seconda metà del XX secolo, consentiva l'interscambio con la funicolare di Regoledo che conduceva al Grand Hotel, uno stabilimento idroterapico in seguito trasformato in casa di cura.
Dal 2018 in località Bologna è presente una elisuperficie, piazzola destinata all'atterraggio e presa in volo del soccorso con elicottero.[52][53]
I collegamenti interurbani sono garantiti dagli autoservizi pubblici gestiti dalla Società Consortile Lecco Trasporti. Sono attive convenzioni per trasporto pubblico non di linea (taxi) con autovetture dalla Stazione di Varenna-Esino-Perledo. L'amministrazione comunale non ha invece convenzioni per trasporto pubblico di persone sul Lago di Como.
Le mulattiere
[modifica | modifica wikitesto]L'intero territorio comunale di Perledo è attraversato da mulattiere che congiungono i centri abitati alla campagna vera e propria. La mulattiera più importante ha tratti di roccia levigata ed è fiancheggiata da muretti realizzati a secco con pietre e sassi trovati sul luogo, inizia nella frazione di Olivedo e porta all'abitato di Perledo passando per la frazione di Regolo. Oggi le mulattiere sono ad uso quasi esclusivo dei turisti e villeggianti che le preferiscono ai tratti di strada asfaltata, in passato invece permetteva di raggiungere con i muli i terreni agricoli e i boschi.[54]
Amministrazione
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1798 nell'ambito della Repubblica Cisalpina, con legge 5 fiorile, anno VI, il comune di Perledo venne incluso nel distretto III della Riviera con capoluogo Bellano. A seguire, con legge 11 vendemmiale anno VII, fu inserito nel distretto III di Bellano. E nel maggio del 1801 (legge 23 fiorile anno IX), Perledo venne inquadrato nel distretto IV di Lecco del dipartimento del Lario. Con decreto 14 novembre 1802, il comune di Perledo venne ricollocato nel II distretto ex milanese con capoluogo Taceno.
Con l’organizzazione del dipartimento del Lario nel regno d’Italia (decreto 8 giugno 1805 a), il comune di Perledo venne ad appartenere al cantone II di Taceno del distretto IV di Lecco. Con decreto 4 novembre 1809 b il comune di Perledo era inserito nel cantone V di Bellano del distretto III di Menaggio, nel quale fu confermato con il successivo compartimento territoriale del dipartimento del Lario (decreto 30 luglio 1812).
La legge del 23 ottobre 1859 detta legge Rattazzi, inquadrava il Comune di Perledo nel regno di Sardegna. Il comune era retto da un consiglio di quindici membri elettivi e da una giunta di due membri espressione del consiglio. Da un punto di vista sovracomunale venne incluso nel mandamento X di Bellano, circondario I di Como, provincia di Como, alla guida di Giacomo Venini, sotto la presidenza del Commissario Regio e prefetto di Como, Francesco Peluso.[55]
In base alla legge sull’ordinamento comunale del 1865 il comune veniva amministrato da un sindaco, da una giunta e da un consiglio.
Nel 1924 il comune risultava incluso nel circondario di Como della provincia di Como.
Nel 1926 il comune veniva amministrato da un podestà.
Con Regio Decreto n. 1716 del 28 giugno 1928 il comune viene soppresso ed accorpato al comune di Varenna.
Su istanza, con Decreto del Presidente della Repubblica N. 469, il 30 maggio 1953, si annulla il provvedimento di soppressione.[56]
Sindaci di Perledo[49]
[modifica | modifica wikitesto]| 1454 | Iacobo del Forno. Pietro Inviti. |
| 1455 | Francesco de Fumeo del fu Bernardino, Pietro Festorazzi del fu Bartolomeo. |
| 1569 | Paolo de Gero. Pietro Bergami. |
| 1570 | Giov. Antonio Penna. Giacomo Pizzotti. Paolo Tondelli. |
| 1573 | Tomaso de Tarelli del fu Ambrogio. |
| 1575 | Tomaso de Tarelli del fu Ambrogio. |
| 1580 | Paolo de Fonio del fu Io. Maria. Paolo de Fonio del fu Pietro Panighetti. |
| 1584 | Paolo Panighetti de Fonio del fu Paolo. |
| 1596 | Cesare Bergamo fisico. |
| 1661 | Bartolomeo Festorazzi del fu Pietro. |
| 1693 | Baldassare Cariboni. |
| 1696 | Francesco Tarelli. |
| 1698 | Francesco Ongania. |
| 1699 | Francesco Tarelli. |
| 1700 | Antonio Maria Matarelli del fu Antonio. |
| 1701 | Antonio Maria Matarelli del fu Antonio. |
| 1702-1712 | Francesco Ongania. |
| 1718 | Giovanni Antonio Dalla Mano. |
| 1722-1726 | Pietro Antonio Fumeo. |
| 1727 | Antonio Maria Matarelli, |
| 1728 | Carlo Conca del fu Domenico. |
| 1730 | Paolo Conca. |
| 1732 | Carlo Conca del fu Domenico. |
| 1743 | Giovanni Francesco Borlengo. Giov. Battista Fumeo. |
| 1748 | Francesco Ongania. Carlo Francesco Maglia. |
| 1752 | Francesco Tarelli. Giov. Francesco Borlengo. |
| 1756 | Giovanni Francesco Borlengo. |
| 1763 | Giov. Battista Fumeo. |
| 1764 | Martino Ongania. |
| 1769 | Giov. Francesco Borlengo. |
| 1771 | Giov. Battista Fumeo. |
| 1779-1783 | Carlo Antonio Greppi. |
| 1783 | Giov. Battista Conca. |
| 1796 | Bartolomeo Ongania.
[p. 451 modifica] |
| 1800 | Giorgio Brenta. |
| 1863 | Maglia Paolo. |
| 1873 | Benzoni Antonio. |
| 1876 | Fumeo Pietro. |
| 1878 | Festorazzi Giuseppe. |
| 1905 | Faggi Carlo. |
| 1910 | Invitti Paolo. |
| 1921 | Mattarelli Natale |
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1953 | 1974 | Giulio Villa | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1974 | 1978 | Olga Festorazzi | Sindaco | ||
| 1978 | 1984 | Giacomo Fumeo | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 1984 | 1988 | Carlo Erba | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 1988 | 1993 | Carlo Erba | Lista Civica | Sindaco | |
| 1993 | 1997 | Carlo Erba | Lista Civica | Sindaco | [57] |
| 1997 | 2001 | Carlo Erba | Lista Civica | Sindaco | [58] |
| 2001 | 2006 | Romualdo Sala | Lista Civica | Sindaco | [59] |
| 2006 | 2011 | Carlo Signorelli | Lista Civica | Sindaco | [60] |
| 2011 | 2016 | Carlo Signorelli | Lista Civica | Sindaco | |
| 2016 | 2021 | Fernando De Giambattista | Lista Civica | Sindaco | |
| 2021 | in carica | Fabio Festorazzi | Lista Civica | Sindaco | |
Altre informazioni amministrative
[modifica | modifica wikitesto]Il comune di Perledo fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali:
Sport
[modifica | modifica wikitesto]Arrampicata
[modifica | modifica wikitesto]In prossimità del monte San Defendente, in località Agueglio, negli anni Ottanta alcuni chiodatori locali hanno preparato una palestra di arrampicata, la più importante sul territorio del comune di Perledo, accessibile in 10 minuti a piedi dalla SP 65 mediante un sentiero di avvicinamento. Il sito conta 23 vie attrezzate di lunghezza variabile e grado di difficoltà compreso tra 6c+ e 8b+. Ulteriorie particolarità della parete è la presenza di un foro all'altezza di 30 metri che ha dato il nome al sito: Falesia Animal House.[61][62]
Galleria d'immagini
[modifica | modifica wikitesto]- Vista lago da Bologna
- Vista dalla torre del castello di Vezio
- Tramonto da Bologna
- Perledo dal belvedere di Perledo sulla SP65
- Perledo da Bellano
- Abitato di Perledo
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2025 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
- ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
- ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
- ↑ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 482, ISBN 88-11-30500-4.
- ↑ Pieve di Perledo, sec XVIII - 1757, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.
- ↑ SIUSA - Comune di Varenna, su siusa-archivi.cultura.gov.it. URL consultato il 17 gennaio 2026.
- ↑ Bombe nei boschi di Perledo Già fatte brillare dai carabinieri, su La Provincia Unica Tv, 7 febbraio 2013. URL consultato il 17 gennaio 2026.
- ↑ Calogero Piazza, Mario Missori e Cesira Filesi, Archivio Centrale dello Stato, BRILL, 1º gennaio 1983, pp. 1–3, ISBN 978-90-04-59068-7. URL consultato il 17 gennaio 2026.
- ↑ Perledo – Araldicacivica, su www.araldicacivica.it. URL consultato il 17 gennaio 2026.
- ↑ Belloni et al., p. 125.
- 1 2 Borghese, p. 363.
- ↑ Regolo e la Chiesa dei Santi Giovanni Battista e Rocco, su valsassinacultura.it (archiviato dall'url originale il 18 maggio 2015).
- ↑ Bologna e la Chiesa di San Bernardo, su valsassinacultura.it (archiviato dall'url originale il 18 maggio 2015).
- ↑ Vezio e la Chiesa di Sant'Antonio Abate, su valsassinacultura.it (archiviato dall'url originale il 18 maggio 2015).
- ↑ Annalisa Borghese, Perledo, in Il territorio lariano e i suoi comuni, vol. 23, Milano, Editoriale del Drago, 1992, p. 363.
- ↑ Gisazio e la chiesa di Santa Maria Maddalena, su valsassinacultura.it (archiviato dall'url originale il 18 maggio 2015).
- ↑ Santuario della Madonna di Caravaggio, su valsassinacultura.it (archiviato dall'url originale il 18 maggio 2015).
- ↑ Gittana e le chiese della Beata Vergine Nascente e della Beata Vergine delle Grazie, su valsassinacultura.it (archiviato dall'url originale il 18 maggio 2015).
- ↑ http://pietro.pensa.it/Prima_Pagina, Ferollo, figlio del fu Loterio De Balbiano e abitante in Varenna, dona alla chiesa di S. Antonio di Vezio un terreno adiacente da utilizzare come cimitero della comunità di Vezio. (JPG), su commons.wikimedia.org.
- ↑ Castello di Vezio - storia, su castellodivezio.it (archiviato dall'url originale il 10 luglio 2015).
- ↑ Un antico mulino e il sogno: vederlo tornare a funzionare | Lecconotizie: IL quotidiano on line della città di Lecco, su lecconotizie.com-IT. URL consultato il 2 giugno 2017 (archiviato dall'url originale il 7 settembre 2017).
- ↑ Lega Nord: insieme alla Regione valorizziamo il nostro territorio, su resegoneonline.it. URL consultato il 12 aprile 2017.
- ↑ Codex, Pavia (IT) - http://www.codexcoop.it, Parrocchia di San Martino, sec. XVI - [1989] – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 12 aprile 2017.
- ↑ Giulio Perotti, La popolazione di Perledo alla fine del Cinquecento, in Quaderni Perledesi, vol. 1, n. 1, 2000.
- ↑ Coi villaggi di con Bologna, Ghesazio, Regoledo, Gittana, Cestaglia, Tondello, Regolo, Vezio.
- ↑ Annullata nel 1953.
- ↑ Perledo - Redditi Irpef, su comuni-italiani.it.
- ↑ Dati tratti da:
- Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (PDF), su ebiblio.istat.it, ISTAT.
- Popolazione residente per territorio – serie storica, su esploradati.censimentopopolazione.istat.it.
Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
- ↑ Cittadini Stranieri 2018 - Perledo (LC), su tuttitalia.it. URL consultato il 4 novembre 2018.
- ↑ «Museo», in WikiPerledo, wikiperledo.org, ultima modifica 21 febbraio 2022.
- 1 2 «WikiPerledo:Informazioni», in WikiPerledo, wikiperledo.org, 1º febbraio 2021.
- ↑ «Il Piccolo Museo di Perledo parla di araldica», in Notiziario Araldico, 14 aprile 2022, notiziarioaraldico.info.
- ↑ «Scopo», in Perleidus - Piccolo Museo, perleidus.org, 2026.
- ↑ «Mappa dei segni di devozione popolare di Perledo», in WikiPerledo, wikiperledo.org, ultima modifica 31 luglio 2023.
- ↑ «Le Edicole Votive di Perledo», in Perleidus - Piccolo Museo, perleidus.org, 2021.
- ↑ «Le Edicole Votive di Perledo. Cappelle, cappellette e altri segni di devozione popolare», scheda editoriale, Amazon.it, codice B0CCCPKV7D.
- ↑ «Cultura. Perleidus alla scoperta della piccola Olivedo e della sua grande storia», in Lario News, 13 settembre 2023, larionews.com.
- ↑ «Perledo. Nuovo progetto del Piccolo Museo “Perleidus” sulle radici storiche», in Lario News, 15 novembre 2023, larionews.com.
- ↑ «Bollettino», in Perleidus - Piccolo Museo, perleidus.org, elenco dei numeri 2020–2025.
- ↑ Copia archiviata, su comune.perledo.lc.it. URL consultato il 2 giugno 2017 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2018).
- ↑ VALSASSINA CULTURA - SCHEDA Il Santuario della Madonna di Caravaggio, su valsassinacultura.it. URL consultato il 2 giugno 2017 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
- ↑ Signorelli: finalmente eliminata la strada Biosio-Perledo dal piano territoriale, su resegoneonline.it. URL consultato il 2 giugno 2017.
- ↑ Perledo. Celebrato il 40° del Sacrario Alpino di Agueglio - Lario News, in Lario News, 31 agosto 2015. URL consultato il 2 giugno 2017.
- ↑ LA RICHIESTA ALLA PROVINCIA, su elleciblog.it. URL consultato il 2 giugno 2017.
- ↑ Luca Angelini, La rivincita dell'olio del Lario, in Corriere della Sera, 19 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 18 maggio 2015).
- ↑ I PRODUTTORI | Olio Lago di Como, su oliolagodicomo.it. URL consultato il 4 settembre 2017 (archiviato dall'url originale il 26 ottobre 2016).
- ↑ Lecco - Riconosciuto dal Ministero il marchio "Olio di Perledo", su resegoneonline.it. URL consultato il 3 giugno 2015.
- ↑ Leccoonline, 'Timori' a Perledo per il trasferimento di 6 profughi, Lecco dice basta a nuovi arrivi, in Lecco Online, 8 giugno 2017. URL consultato il 17 giugno 2017.
- 1 2 Varenna e Monte di Varenna/Appendice - Wikisource, su it.wikisource.org. URL consultato il 1º febbraio 2020.
- ↑ Redditi Irpef Perledo, su comuni-italiani.it.
- ↑ Perledo. La SP 65 diventa un'icona - Lario News, in Lario News, 29 marzo 2015. URL consultato il 20 giugno 2017.
- ↑ Il Giorno, L'elisoccorso ora atterra a Perledo - Il Giorno, in Il Giorno, 2 ottobre 2017. URL consultato il 23 settembre 2018.
- ↑ Eliporto di Perledo pronto a decollare - Giornale di Lecco, in Giornale di Lecco, 18 luglio 2018. URL consultato il 23 settembre 2018.
- ↑ Antiche mulattiere tra Varenna e Esino Lario - Wikivoyage, guida turistica di viaggio, su it.wikivoyage.org. URL consultato il 10 febbraio 2019.
- ↑ Antonio Cavagna Sangiuliani di Gualdana, Almanacco statistico della provincia di Como : per l'anno.., Como : C. A. Ostinelli. URL consultato il 2 aprile 2018.
- ↑ Gazzetta Ufficiale, su gazzettaufficiale.it. URL consultato il 3 giugno 2015.
- ↑ elezionistorico.interno.gov.it, https://elezionistorico.interno.gov.it/index.php?back=yes&tpel=G&dtel=06/06/1993&tpa=I&tpe=C&ms=S&es3=N&ne3=241712&levsut3=3&lev3=1712&lev2=24&ne2=24&es2=S&levsut2=2&lev1=3&ne1=3&es1=S&levsut1=1&lev0=0&es0=S&levsut0=0&unipro=uni.
- ↑ elezionistorico.interno.gov.it, https://elezionistorico.interno.gov.it/index.php?back=yes&tpel=G&dtel=27/04/1997&tpa=I&tpe=C&ms=S&es3=N&ne3=980670&levsut3=3&lev3=670&lev2=98&ne2=98&es2=S&levsut2=2&lev1=3&ne1=3&es1=S&levsut1=1&lev0=0&es0=S&levsut0=0&unipro=uni.
- ↑ elezionistorico.interno.gov.it, https://elezionistorico.interno.gov.it/index.php?back=yes&tpel=G&dtel=13/05/2001&tpa=I&tpe=C&ms=S&es3=N&ne3=980670&levsut3=3&lev3=670&lev2=98&ne2=98&es2=S&levsut2=2&lev1=3&ne1=3&es1=S&levsut1=1&lev0=0&es0=S&levsut0=0&unipro=uni.
- ↑ elezionistorico.interno.gov.it, https://elezionistorico.interno.gov.it/index.php?back=yes&tpel=G&dtel=28/05/2006&tpa=I&tpe=C&ms=S&es3=N&ne3=980670&levsut3=3&lev3=670&lev2=98&ne2=98&es2=S&levsut2=2&lev1=3&ne1=3&es1=S&levsut1=1&lev0=0&es0=S&levsut0=0&unipro=uni.
- ↑ LARIOCLIMB, CAINALLO - ANIMAL HOUSE - LARIOCLIMB, su larioclimb.paolo-sonja.net. URL consultato il 5 agosto 2017.
- ↑ Falesia - Rock Climbing & Arrampicata Sportiva, Animal hous, su falesia.it. URL consultato il 5 agosto 2017.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Annalisa Borghese, Perledo, in Il territorio lariano e i suoi comuni, Milano, Editoriale del Drago, 1992, p. 363.
- Luigi Mario Belloni, Renato Besana e Oleg Zastrow, Castelli basiliche e ville - Tesori architettonici lariani nel tempo, a cura di Alberto Longatti, Como - Lecco, La Provincia S.p.A. Editoriale, 1991.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su comune.perledo.lc.it. URL consultato il 19 maggio 2004 (archiviato dall'url originale l'8 maggio 2006).
- Perledo, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.
- Perledo - LarioOrientale.eu, su larioorientale.eu. URL consultato il 15 marzo 2012 (archiviato dall'url originale il 14 novembre 2012).

