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Perledo

Coordinate: 46°01′N 9°18′E
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Perledo
comune
Perledo – Stemma
Perledo – Bandiera
Perledo – Veduta
Perledo – Veduta
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
RegioneImage Lombardia
ProvinciaImage Lecco
Amministrazione
SindacoFabio Festorazzi (lista civica) dal 5-6-2016
Territorio
Coordinate46°01′N 9°18′E
Altitudine395 m s.l.m.
Superficie13,68 km²
Abitanti830[1] (31-12-2025)
Densità60,67 ab./km²
FrazioniBologna, Cestaglia, Gisazio, Gittana (con Riva di Gittana), Regoledo, Regolo, Tondello, Vezio con Caravino, Olivedo, Portone, Panighetto e Campallo
Comuni confinantiBellano, Esino Lario, Parlasco, Varenna e mediante il lago con Menaggio (CO) e San Siro (CO)
Altre informazioni
Cod. postale23828
Prefisso0341
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT097067
Cod. catastaleG456
TargaLC
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 630 GG[3]
Nome abitantiPerledesi
PatronoMartino di Tours
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Perledo
Perledo
Perledo – Mappa
Perledo – Mappa
Posizione del comune di Perledo nella provincia di Lecco
Sito istituzionale
«Bella terra di Perledo, luogo assai fertile de perfetti vini, olei de olive, et altre comodità»

Perledo (Perlée in dialetto comasco-lecchese[4], AFI: [perˈleːe], e già Monte di Varenna fino al 1757)[5] è un comune italiano di 830 abitanti[1] della provincia di Lecco in Lombardia. È localizzato sulla sponda orientale del Lago di Como. Il nucleo abitato di Perledo dista circa 3 km da Varenna.

Geografia fisica

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Il territorio comunale di Perledo si estende sulla sponda orientale del Lago di Como, in provincia di Lecco, con un profilo altimetrico molto articolato che varia indicativamente da circa 200 a oltre 1300 m s.l.m. Tale conformazione è tipica dell’area prealpina lariana e determina una netta differenziazione tra la fascia lacustre e i settori montani interni.

Dal punto di vista morfologico il territorio è caratterizzato da pendii ripidi, terrazzi naturali e rilievi che si sviluppano verso l’entroterra, in continuità con il sistema montuoso delle Grigne. Tra le principali elevazioni ricadenti o prossime al territorio comunale si segnalano il monte Sant’Ambrogio, il monte San Defendente e il monte Fopp, che contribuiscono a definire il paesaggio collinare e montano dell’area.

L’idrografia è rappresentata da corsi d’acqua a carattere torrentizio. Il principale è il torrente Esino, che attraversa la Val d'Esino e sfocia nel Lago di Como nel territorio comunale di Perledo.

Una parte significativa del territorio comunale rientra nell’area del Parco della Grigna Settentrionale, istituito per la tutela dell’ambiente montano, della biodiversità e degli aspetti geologici e paesaggistici delle Grigne. Il territorio presenta inoltre elementi di interesse geologico e paleontologico, documentati da ritrovamenti fossili che hanno contribuito alla conoscenza scientifica dell’area lariana e prealpina.

Origine del nome

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Il toponimo Perledo è generalmente ricondotto a un’etimologia di origine lombarda. Secondo l’ipotesi più accreditata, deriverebbe dal termine dialettale perlo, indicante il pero selvatico o “pero cervino”, a sua volta dal latino pirulus, con l’aggiunta del suffisso collettivo -etum, usato per indicare un luogo caratterizzato dalla presenza diffusa di una determinata specie vegetale.

Le origini dell’abitato di Perledo sono documentate in epoca altomedievale e risultano strettamente legate alla storia della sponda orientale del Lago di Como e della Valsassina.

Prima menzione nel 769

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La prima attestazione documentaria di Perledo risale al 769, anno in cui il toponimo compare in fonti relative al territorio dipendente da Varenna. In questa fase l’insediamento era un piccolo villaggio rurale, inserito nel sistema amministrativo ed ecclesiastico della pieve di Varenna.[6] Nel XII secolo si verificò lo smembramento dell’antica pieve, che comprendeva, oltre a Perledo, gli abitati di Regoledo, Bologna, Gisazio, Gittana, Regolo, Tondello, Vezio ed Esino Lario. Tali comunità rimasero tuttavia legate, sotto il profilo territoriale e sociale, all’area della Valsassina. Nella successiva riorganizzazione dei possessi, il Castello di Vezio rimase sotto la giurisdizione di Varenna.

Dal dominio signorile al Ducato di Milano

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Nel tardo medioevo il territorio di Perledo, noto anche come Monte di Varenna, fu soggetto alle principali signorie lombarde. Passò dapprima sotto il controllo dei Della Torre e successivamente dei Visconti. Nel 1395 entrò a far parte del Ducato di Milano, rimanendo formalmente inserito nell’orbita del Sacro Romano Impero.

Età moderna e contemporanea

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Nel corso dell’età moderna Perledo mantenne una struttura prevalentemente rurale, con un’economia basata sull’agricoltura, la pastorizia e le attività legate al territorio montano e lacustre. L’assetto insediativo e viario si consolidò progressivamente intorno ai nuclei storici delle frazioni. In epoca contemporanea il territorio comunale è stato occasionalmente interessato da eventi legati ai conflitti del XX secolo. Nel 2013 sono stati rinvenuti due ordigni inesplosi risalenti alla seconda guerra mondiale nei pressi della strada del monte Sant’Ambrogio, successivamente messi in sicurezza dalle autorità competenti.[7]

Lo stemma comunale di Perledo è descritto come segue:

«Sbarrato d'azzurro e d'argento di otto pezzi, allo scudetto spagnolo di rosso, posto nel punto d’onore, attraversante le sbarre terza, quarta e quinta, caricato dell'anello d'oro, gemmato dello stesso, esso scudetto accompagnato in punta dal triangolo equilatero, di rosso, attraversante le sbarre quinta, sesta e settima. Ornamenti esteriori da Comune.»

Il gonfalone è costituito da un drappo partito di bianco e di azzurro. Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 29 luglio 1993.[8] Lo stemma attuale riprende un più antico emblema documentato nella Raccolta Araldica Vallardi. In precedenza il Comune utilizzava un simbolo raffigurante la corona ferrea, in riferimento a una tradizione leggendaria che collega Perledo alla figura della regina Teodolinda, priva tuttavia di riscontri storici documentati.[9]

Monumenti e luoghi d'interesse

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Architetture religiose

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  • Cimitero di Perledo (frazione Tondello)
  • Cimitero di Gittana (frazione Gittana)
  • Cimitero di Vezio (frazione di Vezio)[19]
  • Ossario annesso alla Chiesa di Perledo

Architetture militari

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Image Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Vezio.

Castello di Vezio. Nella frazione di Vezio è presente una fortificazione impropriamente chiamata castello costituita da un muro di cinta, una torre centrale con una scala interna in ferro, un ponte levatoio ed una torre più piccola sul lato sud. Sotto la torre sono presenti dei cunicoli, che sarebbero stati utilizzati durante la seconda guerra mondiale. Il luogo è di proprietà privata (famiglia Greppi). È visitabile dai turisti previo pagamento di un biglietto di accesso (gratuito per i residenti).

L'abitato di Vezio, all'inizio della sua esistenza, doveva essere un insediamento ligure-celtico, se non addirittura etrusco, sopraffatto dall'altro ceppo nel corso delle trasmigrazioni di popoli transalpini succedutesi dal VI al II secolo a.C.

L'arrivo di questi ultimi e le scorrerie che ne seguirono obbligarono gli indigeni o ad assoggettarsi ai nuovi venuti o a spostarsi verso zone meno ospitali, quali potevano essere le vallate prealpine. Di questo ne parlano Plinio[Quale?], su testimonianza di Catone, e Polibio nei suoi commentari sulla calata dei Galli; questi ultimi, a loro volta, nel 196 A.C., furono cacciati dalle legioni romane di Claudio Marcello assieme agli alleati orobici, insubri e cenomani, e furono costretti a ripiegare nelle terre d'origine o a rifugiarsi in quelle poche località sotto le Alpi dove già fiorivano comunità celtiche, passate dal nomadismo all'attività silvo-agricolo-pastorale.[20]

Le frazioni di Bologna e Regolo ospitano alcune case-forte risalenti all'epoca dei Visconti.[11]

Architetture civili

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Mulino XVI secolo

Una delle architetture civili più interessanti, non più in funzione ma recentemente valorizzato con finalità turistiche e culturali, è l'antico mulino nei pressi del torrente Esino, sul sentiero del Viandante in località Campallo. Edificato nel XVI secolo per servire la comunità di Perledo nella produzione di farine, specie di grano saraceno e di castagne, in funzione sino al dopoguerra.[21]

Nati per soddisfare le esigenze di una popolazione di tipo agricolo, nel corso del XX secolo i lavatoi, distribuiti su tutto il territorio, sono stati luogo privilegiato per tessere relazioni sociali a testimonianza di una comunità fondata sulle relazioni umane.

  • Lavatoio di Perledo
  • Lavatoio di Pozzallo (Perledo)
  • Lavatoio di Bologna
  • Lavatoio di Cestaglia
  • Lavatoio di Gittana (Masna)
  • Lavatoio di Gittana (per andare a Riva di Gittana)
  • Lavatoio di Regolo
  • Lavatoio di Tondello
  • Lavatoio di Vezio
  • Monumento ai caduti della Prima guerra mondiale di Gittana
  • Monumento dei Caduti e dispersi della Seconda guerra mondiale di Perledo, posto in piazza della Libertà
  • Monumento ai caduti delle due guerre mondiali, posto nei pressi del sacrario degli Alpini di Agueglio

[22][23]

Aree naturali

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  • Bosco delle streghe, a 500 m sul livello del mare e a 3 chilometri dal comune
  • Funtana de Isen, a 700 m sul livello del mare e a 4 chilometri dal comune
  • La Scalòta, una scala ricavata nella roccia che costituisce parte dell'itinerario che congiunge a piedi le frazioni di Regoledo e Portone.

Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[28]

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Etnie e minoranze straniere

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Al 1º gennaio 2018 gli stranieri residenti a Perledo con regolare permesso di soggiorno erano 67, pari a circa il 7,3% della popolazione e le due nazionalità più rappresentate[29]

Lingue e dialetti

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Oltre alla lingua italiana si parla il dialetto lecchese della lingua lombarda.

La principale confessione religiosa a Perledo è quella cattolica. La liturgia differisce da quella tipica della maggior parte del mondo cattolico in quanto si segue il rito ambrosiano, come in buona parte dell'arcidiocesi di Milano che prevede, tra le altre particolarità, l'adozione di un lezionario, un messale e un calendario liturgico differenti da quelli del rito liturgico romano.

Istituzioni, enti e associazioni

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In frazione Bologna, si segnala la presenza storica dell'ex Collegio San Carlo.

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Il rito della Giubiera, 2026.

La Biblioteca Civica di Perledo ha sede presso il Municipio. La biblioteca è punto prestito del sistema bibliotecario della Provincia di Lecco.

Perleidus - piccolo museo

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Il Museo di Perledo, noto come Perleidus - piccolo museo, è un museo diffuso e virtuale attivo dal 2019. Il progetto di creazione di un piccolo museo per il territorio comunale è stato avviato l'11 novembre 2019; al momento l'istituzione opera prevalentemente online ed è priva di una sede espositiva.[30][31]

Il museo è stato descritto dalla stampa specializzata come un «museo diffuso virtuale» del comune di Perledo, privo di museo fisico, che valorizza l’ambiente naturale e le testimonianze storiche tramite un sito Internet e un bollettino digitale, impiegati anche come strumenti di ricerca storica e divulgazione.[31][32][33][34]

Il museo cura inoltre il progetto di catalogazione delle edicole votive del paese, confluito nella pubblicazione Le Edicole Votive di Perledo. Cappelle, cappellette e altri segni di devozione popolare, che raccoglie le schede e le fotografie delle edicole censite nei primi anni di attività del piccolo museo, edita in formato digitale e cartaceo.[35][36]

Attraverso i numeri del proprio bollettino digitale, Perleidus ha dedicato approfondimenti a diversi aspetti della storia locale, tra cui la località di Olivedo e l’evoluzione della stazione ferroviaria di Varenna-Perledo, con riferimenti a ritrovamenti archeologici e alla toponomastica storica,[37] nonché alle radici storiche e culturali dell’emigrazione dalla Val d’Esino e al cosiddetto turismo delle radici sul Lago di Como.[38] Nei bollettini compaiono anche contributi dedicati, tra l’altro, all’araldica familiare, alla memoria dei conflitti e alla storia sociale del territorio perledese.[39]

La cucina locale si è formata nei secoli sulla base delle risorse alimentari del territorio, essenzialmente legati all'attività della pesca di lago e la pastorizia alpina e all'agricoltura. Il nucleo principale di questo tipo di cucina è proprio il pesce d'acqua dolce, che fornisce la base per alcuni piatti tipici: il riso bollito o il risotto al pesce persico, il lavarello in "carpione" (cioè fritto e marinato in aceto con l'aggiunta di cipolla e timo selvatico), la frittura di alborelle e i famosi misultin, o missultitt (agoni autoctoni, privati delle interiora, salati, essiccati all'aria aperta, poi grigliati e mangiati con la polenta). Proprio la polenta è la regina della tavola. Qui è ottenuta mischiando e cuocendo farina di mais e di grano saraceno. Accompagna non solo il pesce, ma anche le carni, la cacciagione, i formaggi, gli insaccati. Tra gli altri piatti a base di pesce, la trota, l'anguilla, il cavedano, il lucioperca, la bottatrice, il triotto, il pigo presenti nel lago di Como.

I Crotti sono le trattorie caratteristiche del Lago di Como. Si tratta di ambienti ricavati in parte da anfratti naturali - il nome è una variante dialettale di grotta - che una volta venivano utilizzati come celle frigorifere per la conservazione dei prodotti quali vino, formaggi e salumi. Successivamente, in molti casi, si costruì sopra o a lato una saletta: spazi talvolta modesti o vere e proprie osterie, ristoranti o alberghi a rendere più ampi e confortevoli i crotti, pur rimanendo fedeli alla loro anima rustica dal fascino unico ideali per immergersi nella tradizione culinaria del territorio.

Geografia antropica

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  • Perledo (frazione capoluogo)
  • Bologna a 2 chilometri dal comune.
  • Cestaglia a 3 chilometri dal comune.
  • Gisazio a 4 chilometri dal comune.
  • Gittana a 4 chilometri dal comune.
  • Riva di Gittana a 5 chilometri dal comune.
  • Regoledo a 2 chilometri dal comune.
  • Regolo a 1 chilometro dal comune.
  • Tondello a 0,5 chilometri dal comune.
  • Vezio a 3 chilometri dal comune.
  • Olivedo a 3 chilometri dal comune.
  • Portone a 6 chilometri dal comune.
  • Panighetto a 6 chilometri dal comune.[40]

Altre località del territorio

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  • Campallo a 1 chilometro dal comune[41]
  • Caravino a 3 chilometri dal comune[42]
  • Agueglio a 6 chilometri dal comune[43]
  • Albiga a 7 chilometri dal comune[44]
  • Pegnino a 6 chilometri dal comune
  • Selva, a 600 m sul livello del mare e a 1 chilometro dal comune.

Olio d'oliva di Perledo

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Olio d'oliva di Perledo Terre del Lariosauro

Prodotti tipici storicamente presenti sono l'olio lombardo d'oliva extravergine a cui sono dediti ancora oggi alcune aziende agricole locali, sia nella produzione che nella commercializzazione del prodotto.[45]

Sul territorio è presente il marchio "Olio di Perledo" che soddisfa la denominazione di origine protetta (DOP) Olio dei Laghi Lombardi Lario.[46]

Nel maggio 2015 l'Olio di Perledo è divenuto un marchio riconosciuto dal Ministero dello Sviluppo Economico, come marchio collettivo di qualità.[47]

Altri prodotti dell'agricoltura

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Recentemente si è assistito ad un ritorno alle tradizioni agricole proprie di Perledo e con queste ripristinate alcune produzioni tipiche di agricoltura biologica come miele, frutta e verdura.

Nello Strumento Urbanistico comunale, in località Campallo, è identificata una zona privilegiata per gli insediamenti artigianali e vi hanno trovato sede diverse realtà imprenditoriali del territorio nella lavorazione del legno, nella produzione di saracinesche, nel campo edile e termoidraulico.

Tra le attività più importanti e significative del territorio di Perledo vi è l'opera dell'Istituto Sacra Famiglia, distaccamento della Fondazione Istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone Onlus. La struttura è dislocata a Regoledo, frazione del comune, e sorge in una struttura che un tempo era Istituto Climatico di pregio. Oltre ad ospitare persone con disabilità da giugno 2017 accoglie al proprio interno in un appartamento 6 richiedenti asilo nell'ambito di un progetto Sprar.[48] Nell'abitato di Perledo dal 1909 è presente un asilo.[49]

Reddito medio per abitante

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Nel 2011 il reddito medio per abitante è stato pari a 13784 [50]

Infrastrutture e trasporti

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Stazione ferroviaria

Oltre al lago di Como, tradizionale via di comunicazione con traghetti e battelli che partono da Varenna e che attraversano il lago, Perledo usufruisce della viabilità realizzata lungo la sponda destra dello stesso, denominata strada provinciale 72 che conduce a Bellano e interessa le frazioni di Olivedo e Riva di Gittana. All'altezza della foce del torrente Esino, in località Olivedo si accede alla strada provinciale 65, che porta a Cortenova passando per Esino Lario e Parlasco. A Parlasco la strada provinciale 65 si interseca con la strada provinciale 73, mentre a Cortenova al SP 65 si interseca con la strada provinciale della Valsassina 62, a conclusione del Passo Agueglio (1142 m s.l.m.) permettendo così il collegamento con la Valsassina.

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Elisuperficie di Bologna

Tale itinerario, in una chiave di marketing territoriale, è stato rinominato Scenic Route 65, sul modello delle strade panoramiche statunitensi, per valorizzare la particolare vista che si può avere nei vari punti del percorso.[51]

Non vi sono invece uscite a Perledo per la strada statale 36 che unisce la Valtellina a Cinisello Balsamo ed è necessario prendere l'uscita di Bonzeno, frazione di Bellano, quindi proseguire sulla strada provinciale 62 in direzione Bellano centro per 2 km e imboccare la strada provinciale 72 in direzione Lecco per altri 4 km.

La Stazione di Varenna-Esino-Perledo, posta sulla Lecco-Sondrio, è servita da treni regionali di Trenord nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Lombardia. Un secondo impianto ferroviario, la fermata di Regoledo, soppresso nella seconda metà del XX secolo, consentiva l'interscambio con la funicolare di Regoledo che conduceva al Grand Hotel, uno stabilimento idroterapico in seguito trasformato in casa di cura.

Dal 2018 in località Bologna è presente una elisuperficie, piazzola destinata all'atterraggio e presa in volo del soccorso con elicottero.[52][53]

I collegamenti interurbani sono garantiti dagli autoservizi pubblici gestiti dalla Società Consortile Lecco Trasporti. Sono attive convenzioni per trasporto pubblico non di linea (taxi) con autovetture dalla Stazione di Varenna-Esino-Perledo. L'amministrazione comunale non ha invece convenzioni per trasporto pubblico di persone sul Lago di Como.

Le mulattiere

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L'intero territorio comunale di Perledo è attraversato da mulattiere che congiungono i centri abitati alla campagna vera e propria. La mulattiera più importante ha tratti di roccia levigata ed è fiancheggiata da muretti realizzati a secco con pietre e sassi trovati sul luogo, inizia nella frazione di Olivedo e porta all'abitato di Perledo passando per la frazione di Regolo. Oggi le mulattiere sono ad uso quasi esclusivo dei turisti e villeggianti che le preferiscono ai tratti di strada asfaltata, in passato invece permetteva di raggiungere con i muli i terreni agricoli e i boschi.[54]

Amministrazione

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Nel 1798 nell'ambito della Repubblica Cisalpina, con legge 5 fiorile, anno VI, il comune di Perledo venne incluso nel distretto III della Riviera con capoluogo Bellano. A seguire, con legge 11 vendemmiale anno VII, fu inserito nel distretto III di Bellano. E nel maggio del 1801 (legge 23 fiorile anno IX), Perledo venne inquadrato nel distretto IV di Lecco del dipartimento del Lario. Con decreto 14 novembre 1802, il comune di Perledo venne ricollocato nel II distretto ex milanese con capoluogo Taceno.

Con l’organizzazione del dipartimento del Lario nel regno d’Italia (decreto 8 giugno 1805 a), il comune di Perledo venne ad appartenere al cantone II di Taceno del distretto IV di Lecco. Con decreto 4 novembre 1809 b il comune di Perledo era inserito nel cantone V di Bellano del distretto III di Menaggio, nel quale fu confermato con il successivo compartimento territoriale del dipartimento del Lario (decreto 30 luglio 1812).

La legge del 23 ottobre 1859 detta legge Rattazzi, inquadrava il Comune di Perledo nel regno di Sardegna. Il comune era retto da un consiglio di quindici membri elettivi e da una giunta di due membri espressione del consiglio. Da un punto di vista sovracomunale venne incluso nel mandamento X di Bellano, circondario I di Como, provincia di Como, alla guida di Giacomo Venini, sotto la presidenza del Commissario Regio e prefetto di Como, Francesco Peluso.[55]

In base alla legge sull’ordinamento comunale del 1865 il comune veniva amministrato da un sindaco, da una giunta e da un consiglio.

Nel 1924 il comune risultava incluso nel circondario di Como della provincia di Como.

Nel 1926 il comune veniva amministrato da un podestà.

Con Regio Decreto n. 1716 del 28 giugno 1928 il comune viene soppresso ed accorpato al comune di Varenna.

Su istanza, con Decreto del Presidente della Repubblica N. 469, il 30 maggio 1953, si annulla il provvedimento di soppressione.[56]

Sindaci di Perledo[49]

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1454 Iacobo del Forno. Pietro Inviti.
1455 Francesco de Fumeo del fu Bernardino, Pietro Festorazzi del fu Bartolomeo.
1569 Paolo de Gero. Pietro Bergami.
1570 Giov. Antonio Penna. Giacomo Pizzotti. Paolo Tondelli.
1573 Tomaso de Tarelli del fu Ambrogio.
1575 Tomaso de Tarelli del fu Ambrogio.
1580 Paolo de Fonio del fu Io. Maria. Paolo de Fonio del fu Pietro Panighetti.
1584 Paolo Panighetti de Fonio del fu Paolo.
1596 Cesare Bergamo fisico.
1661 Bartolomeo Festorazzi del fu Pietro.
1693 Baldassare Cariboni.
1696 Francesco Tarelli.
1698 Francesco Ongania.
1699 Francesco Tarelli.
1700 Antonio Maria Matarelli del fu Antonio.
1701 Antonio Maria Matarelli del fu Antonio.
1702-1712 Francesco Ongania.
1718 Giovanni Antonio Dalla Mano.
1722-1726 Pietro Antonio Fumeo.
1727 Antonio Maria Matarelli,
1728 Carlo Conca del fu Domenico.
1730 Paolo Conca.
1732 Carlo Conca del fu Domenico.
1743 Giovanni Francesco Borlengo. Giov. Battista Fumeo.
1748 Francesco Ongania. Carlo Francesco Maglia.
1752 Francesco Tarelli. Giov. Francesco Borlengo.
1756 Giovanni Francesco Borlengo.
1763 Giov. Battista Fumeo.
1764 Martino Ongania.
1769 Giov. Francesco Borlengo.
1771 Giov. Battista Fumeo.
1779-1783 Carlo Antonio Greppi.
1783 Giov. Battista Conca.
1796 Bartolomeo Ongania.

[p. 451 modifica]

1800 Giorgio Brenta.
1863 Maglia Paolo.
1873 Benzoni Antonio.
1876 Fumeo Pietro.
1878 Festorazzi Giuseppe.
1905 Faggi Carlo.
1910 Invitti Paolo.
1921 Mattarelli Natale


Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1953 1974 Giulio Villa Democrazia Cristiana Sindaco
1974 1978 Olga Festorazzi Sindaco
1978 1984 Giacomo Fumeo Partito Socialista Italiano Sindaco
1984 1988 Carlo Erba Partito Socialista Italiano Sindaco
1988 1993 Carlo Erba Lista Civica Sindaco
1993 1997 Carlo Erba Lista Civica Sindaco [57]
1997 2001 Carlo Erba Lista Civica Sindaco [58]
2001 2006 Romualdo Sala Lista Civica Sindaco [59]
2006 2011 Carlo Signorelli Lista Civica Sindaco [60]
2011 2016 Carlo Signorelli Lista Civica Sindaco
2016 2021 Fernando De Giambattista Lista Civica Sindaco
2021 in carica Fabio Festorazzi Lista Civica Sindaco

Altre informazioni amministrative

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Il comune di Perledo fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali:

In prossimità del monte San Defendente, in località Agueglio, negli anni Ottanta alcuni chiodatori locali hanno preparato una palestra di arrampicata, la più importante sul territorio del comune di Perledo, accessibile in 10 minuti a piedi dalla SP 65 mediante un sentiero di avvicinamento. Il sito conta 23 vie attrezzate di lunghezza variabile e grado di difficoltà compreso tra 6c+ e 8b+. Ulteriorie particolarità della parete è la presenza di un foro all'altezza di 30 metri che ha dato il nome al sito: Falesia Animal House.[61][62]

Galleria d'immagini

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  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2025 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 482, ISBN 88-11-30500-4.
  5. Pieve di Perledo, sec XVIII - 1757, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.
  6. SIUSA - Comune di Varenna, su siusa-archivi.cultura.gov.it. URL consultato il 17 gennaio 2026.
  7. Bombe nei boschi di Perledo Già fatte brillare dai carabinieri, su La Provincia Unica Tv, 7 febbraio 2013. URL consultato il 17 gennaio 2026.
  8. Calogero Piazza, Mario Missori e Cesira Filesi, Archivio Centrale dello Stato, BRILL, 1º gennaio 1983, pp. 1–3, ISBN 978-90-04-59068-7. URL consultato il 17 gennaio 2026.
  9. Perledo – Araldicacivica, su www.araldicacivica.it. URL consultato il 17 gennaio 2026.
  10. Belloni et al., p. 125.
  11. 1 2 Borghese, p. 363.
  12. Regolo e la Chiesa dei Santi Giovanni Battista e Rocco, su valsassinacultura.it (archiviato dall'url originale il 18 maggio 2015).
  13. Bologna e la Chiesa di San Bernardo, su valsassinacultura.it (archiviato dall'url originale il 18 maggio 2015).
  14. Vezio e la Chiesa di Sant'Antonio Abate, su valsassinacultura.it (archiviato dall'url originale il 18 maggio 2015).
  15. Annalisa Borghese, Perledo, in Il territorio lariano e i suoi comuni, vol. 23, Milano, Editoriale del Drago, 1992, p. 363.
  16. Gisazio e la chiesa di Santa Maria Maddalena, su valsassinacultura.it (archiviato dall'url originale il 18 maggio 2015).
  17. Santuario della Madonna di Caravaggio, su valsassinacultura.it (archiviato dall'url originale il 18 maggio 2015).
  18. Gittana e le chiese della Beata Vergine Nascente e della Beata Vergine delle Grazie, su valsassinacultura.it (archiviato dall'url originale il 18 maggio 2015).
  19. http://pietro.pensa.it/Prima_Pagina, Ferollo, figlio del fu Loterio De Balbiano e abitante in Varenna, dona alla chiesa di S. Antonio di Vezio un terreno adiacente da utilizzare come cimitero della comunità di Vezio. (JPG), su commons.wikimedia.org.
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  • Luigi Mario Belloni, Renato Besana e Oleg Zastrow, Castelli basiliche e ville - Tesori architettonici lariani nel tempo, a cura di Alberto Longatti, Como - Lecco, La Provincia S.p.A. Editoriale, 1991.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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  • Sito ufficiale, su comune.perledo.lc.it. URL consultato il 19 maggio 2004 (archiviato dall'url originale l'8 maggio 2006).
  • Perledo, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia. Modifica su Wikidata
  • Perledo - LarioOrientale.eu, su larioorientale.eu. URL consultato il 15 marzo 2012 (archiviato dall'url originale il 14 novembre 2012).
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