Certificato argenteo
Il certificato argenteo fu una moneta rappresentativa emessa dal Dipartimento del tesoro degli Stati Uniti d'America dal 1878 al 1964.[1][2]

Storia
[modifica | modifica wikitesto]I certificati argentei (Silver certificates) furono introdotti negli Stati Uniti nel contesto delle dispute monetarie che seguirono la riduzione del ruolo dell’argento nel sistema monetario nazionale dopo il Coinage Act del 1873. Tale provvedimento aveva infatti limitato la coniazione del dollaro d’argento e favorito un progressivo orientamento verso lo standard aureo, suscitando forti pressioni politiche ed economiche, in particolare da parte delle aree produttrici di argento. Per rispondere a tali richieste, il Congresso approvò il Bland–Allison Act il 28 febbraio 1878, obbligando il Tesoro federale ad acquistare grandi quantità di argento e autorizzando l’emissione di certificati cartacei garantiti dal metallo depositato. Questi certificati costituivano una forma di moneta rappresentativa, riscattabile in monete d’argento del valore facciale.[3]
Le prime emissioni comprendevano anche tagli elevati e avevano dimensioni maggiori rispetto alle banconote moderne. Nel corso dei decenni successivi furono introdotte denominazioni più basse, come 1, 2 e 5 dollari, rendendo i certificati sempre più diffusi nella circolazione quotidiana. Nel 1928, in seguito alla riforma che uniformò il formato della carta moneta statunitense, anche i certificati argentei furono prodotti nel cosiddetto “piccolo formato”, che rimase lo standard fino all'ultima emissione.[3]
Dopo la seconda guerra mondiale l’aumento della domanda industriale di argento e la diminuzione delle riserve disponibili resero sempre più oneroso mantenere la convertibilità dei certificati. Nel marzo 1964 il Segretario al tesoro sospese la possibilità di riscattarli in monete d’argento; successivamente fu consentito lo scambio soltanto in argento non coniato fino al 24 giugno 1968, data in cui la convertibilità cessò definitivamente.[3][4]
Pur non essendo convertibili, i certificati argentei hanno ancora corso legale e potere liberatorio per il loro valore nominale.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Treasury publishes procedures for exchanging silver certificates for silver bullion, su usmint.gov, United States Mint, 13 maggio 1968. URL consultato il 2 febbraio 2026.
- ↑ BEP history fact sheet, su bep.gov, Bureau of Engraving and Printing. URL consultato il 2 febbraio 2026.
- 1 2 3 What are Silver Certificates?, su learn.apmex.com, APMEX. URL consultato il 2 febbraio 2026.
- ↑ Certificato argenteo, su investors.wiki, Investors Wiki. URL consultato il 2 febbraio 2026.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Gene Hessler e Carlson Chambliss, The Comprehensive Catalog of U.S. Paper Money: All United States Federal Paper Money Since 1812, 7ª ed., BNR Press, 2006, ISBN 9780931960666.
- National Monetary Commission, Laws of the United States concerning money, banking, and loans, 1778–1909, a cura di Huntington, A. T. e Mawhinney, Robert J., vol. 2, Washington, D.C., 1910. URL consultato il 14 febbraio 2014.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
[modifica | modifica wikitesto]
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sul certificato argenteo
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) The Bureau of Engraving & Printing, su bep.gov. - sito ufficiale